fcinter1908 news interviste Toldo: “Ho sacrificato la carriera per l’Inter. Per un momento sono stato il miglior portiere al mondo”

news

Toldo: “Ho sacrificato la carriera per l’Inter. Per un momento sono stato il miglior portiere al mondo”

Fabio Alampi Redattore 
L'ex numero uno nerazzurro ricorda: "Ho avuto offerte dal Barcellona e dal Liverpool, ma volevo vincere in Italia"

Scegli FcInter1908 come tuo sito preferito su Google: clicca qui

Francesco Toldo, ex portiere dell'Inter, nel corso di una lunga intervista concessa ad AS in vista dell'amichevole tra leggende nerazzurre e dek Real Madrid, ha ripercorso alcune delle tappe principali della sua carriera: "Inter e Real Madrid sono forse le due squadre che hanno investito di più nella qualità nella storia recente. Guardate la famiglia Moratti, padre e figlio… Sì, dagli anni Sessanta non hanno mai smesso di comprare stelle per forgiare la storia nerazzurra. Il Real Madrid, ancora di più, e lo dimostrano i tanti trofei vinti. Condividono la stessa passione per il calcio e la sua bellezza".

Ha giocato nell'Inter per un decennio (2001-2010). Massimo Moratti, sempre con il suo modo particolare di ingaggiare esteti. Era una specie di edonista del pallone. Ai giocatori già affermati (Ronaldo, Recoba, Roberto Carlos, Vieri…) ne arrivavano sempre di più (Verón, Cespo, tu stesso…). E così è andato avanti fino alla fine della sua presidenza.

"Credo che quando si guardano i video storici di queste due squadre, si venga pervasi da un po' di romanticismo. Sì, il Real Madrid ha vinto di più, ma la passione è identica. Ronaldo, Figo, Cambiasso, Seedorf, Roberto Carlos, Zamorano e Santiago Solari hanno giocato in entrambe le squadre. Anche Borja Valero. Sono stati fortunati a far parte di questi due storici club calcistici europei".

Parliamo del Bernabeu, dove avete vinto la Champions League nel 2010. Che significato riveste questo stadio nel panorama calcistico mondiale?

"Scusate se dico qualcosa di impopolare, ma quando sei un professionista – almeno è così che la vedo io – non vedi la differenza tra uno stadio di altissimo livello e quello del quartiere in cui sei cresciuto. Quando l'arbitro fischia, onestamente, non ci importa se ci sono 100.000 persone a guardarci o nessuno. Siamo concentrati. Questo è quello che facciamo. Lo sappiamo e siamo molto ben preparati. Però sì, il Bernabéu è lo stadio in cui abbiamo battuto il Bayern, ma è anche il luogo in cui puoi sempre affrontare giocatori di altissimo livello. Per me è la sfida definitiva, l'emozione, l'essenza del calcio italiano. Un luogo in cui sai che affronterai il miglior portiere del mondo o uno dei migliori attaccanti del pianeta. Ecco come immagino uno stadio di una certa importanza, anche se ripeto che l'emozione è identica se ami veramente il calcio".