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Vecchi: “Ecco qual era l’obiettivo. C’è un rimpianto. Talenti Inter avranno chance in U23 e prima”
"Tornare all'Inter per me è stato come tornare a casa, rivedere persone con cui ho già lavorato, persone con cui mi sono trovato bene. Li ho già ringraziati per questa fiducia ed è stato bello ritornare così e gestire anche parecchi giovani tutti insieme. È molto più complicato rispetto agli anni che ho fatto io nel campionato Primavera, perché ripeto competere con squadre adulte, con piazze importanti, con giocatori maturi è molto più impegnativo".
In ottica futura, ci sono dei profili della Primavera (o di altre categorie giovanili) che ha osservato quest'anno e che ritiene già pronti per compiere il salto nel Suo gruppo nella prossima stagione, o che magari hanno le qualità per ambire direttamente a un inserimento in Prima Squadra?
"Il settore giovanile dell'Inter da sempre è pieno di talento. Poi dipende un po' dal percorso dei ragazzi. Non possono fermarsi a far bene all’Under 17 o a far bene in primavera, l’Under 20, o a far bene all’Under 23. Devono avere l'abilità, la qualità e questo, a mio avviso, è un talento importante quello di riuscire a lavorare sempre con impegno, ad avere margini di crescita, a crescere tanto perché l’Under 23 indubbiamente avvicina il percorso dei ragazzi alla prima squadra però giocare nella prima squadra dell'Inter, in una delle squadre più forti del mondo, non è facile. Bisogna lavorare duro, bisogna avere tutte le qualità importanti che deve avere un calciatore l'aspetto tecnico, fisico, morale, caratteriale. Tutte queste cose le puoi ottenere attraverso la crescita".
"L’Under 23 è un gradino in più, uno step in più che mette in difficoltà i ragazzi proprio per farli crescere di più. Fare dei nomi in modo particolare non me la sento, però sicuramente nelle categorie sotto ci sono dei ragazzi che in futuro faranno parte dell'Under-23 e avranno le opportunità per dimostrare anche in prima squadra, magari negli allenamenti, di essere all'altezza della situazione e poi i percorsi di crescita possono essere diversi. Non per forza si passa direttamente dal settore giovanile o dalla primavera dall’Under 23 alla prima squadra, magari necessita di un percorso un po' più lungo. Credo che Dimarco sia l'esempio principale, lampante di quello che sia il lavoro di un settore giovanile e quello che può essere anche il percorso di un ragazzo che poi diventa un punto di riferimento e un grande giocatore in prima squadra".
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