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fcinter1908 news interviste Vieira: “Inter? Ho scelto di restare al Genoa. Ecco perché Chivu ha vinto. Aveva ragione Mou…”

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Vieira: “Inter? Ho scelto di restare al Genoa. Ecco perché Chivu ha vinto. Aveva ragione Mou…”

Andrea Della Sala Redattore 
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista dell'Inter Patrick Vieira ha parlato dei contatti estivi e del lavoro di Chivu

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista dell'Inter Patrick Vieira ha parlato dei contatti estivi e del lavoro di Chivu

In Italia invece due domande in sospeso. È vero che l’Inter l’ha cercata prima di prendere Chivu?

«Non voglio dire il nome della squadra ma vi confermo: ho avuto dialoghi con alcuni club italiani importanti. Ho scelto di restare al Genoa».

È andata male, con l’addio a novembre a fondo classifica. Credeva che il Genoa si sarebbe salvato?

«Sì, senza dubbio. Ne ero convinto. Questo non toglie nulla a De Rossi, che ha fatto un ottimo lavoro. Lo ringrazio per le belle parole nei miei confronti, sono contento che il Genoa si sia salvato».

E adesso? Il futuro è in Italia o altrove?

«Senza dubbio mi piacerebbe allenare ancora in A. Non ho dato tutto, ho lasciato un lavoro in sospeso. Questa volta porterei la famiglia, anche mia figlia che a 14 anni è alta 1.79 e gioca a pallavolo in un centro di formazione della federazione francese».

A proposito, come finirà questo campionato? Chi andrà in Champions?

«Per Milan e Roma, avere 2 punti di vantaggio può essere ideale, ma non escludo la sorpresa-Como. Il derby di Torino invece per me può essere un ostacolo per la Juve».

Da ex compagno di Chivu e Fabregas, perché hanno successo?

«Chivu ha vinto perché è intelligente, lo si vedeva già da giocatore. Sembrava introverso ma aveva personalità. A Cesc l’ho sempre detto, scherzando: “Se sono andato via dall’Arsenal, è colpa tua”. A 17 anni, quando ha cominciato con noi, non aveva fisico ma compensava con la comprensione del gioco. Allora me ne sono andato: non potevo accettare di stare in panchina».

A proposito, Mou funzionerà al Real?

«Sì, può essere l’uomo giusto, sa gestire i campioni. Io e lui non siamo sempre andati d’accordo ma col tempo ho capito che aveva ragione lui».

Che è successo?

«Mi diceva quello che non volevo sentire. Vi racconto un episodio. Marzo 2009, Man United-Inter. Io rientro da un infortunio e Mourinho mi dice: “Mi servi titolare, giocherai 60 minuti”. Io dopo 4 minuti perdo la marcatura di Vidic, che fa gol, e all’intervallo vedo i cambi sulla lavagna: fuori io, dentro Muntari. Il giorno dopo sono andato nel suo ufficio, non aveva rispettato la promessa dei 60 minuti. E lui: “Non hai giocato bene, devo fare il bene della squadra”. Oggi, da allenatore, dico che aveva ragione».

Pentito di aver lasciato quell’Inter a gennaio 2010, cinque mesi prima del triplete?

«No, volevo fare il Mondiale 2010 con la Francia e con Mou giocavo poco. Al Mondiale non sono andato comunque ma dovevo provare, non me lo sarei perdonato».

Ha un rimpianto nel calcio?

«Uno solo. Non essere andato al Real Madrid. Mi ha cercato per quattro anni di fila, quando ero all’Arsenal. L’ultimo anno ho detto sì, c’erano tutti gli accordi ma ci ho ripensato. Amavo troppo l’Arsenal».