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Vieri: “Italia? I giovani ci sono, vedi Inter con Pio. Non voglio difendere Gattuso ma…”
Nel corso dell'intervista concessa ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Bobo Vieri, ex centravanti, ha parlato così della mancata partecipazione al Mondiale da parte dell'Italia.
Si è chiesto i motivi della terza qualificazione mancata?
«Noi non siamo un Paese che deve essere felice di partecipare. Abbiamo una tradizione, una storia. Non si esulta per la qualificazione, dovremmo esserci per puntare a vincere: il contrario è inaccettabile».
Si è dato una spiegazione?
«In Italia per un po’ si parla, si offendono un po’ tutti quelli che sono dentro e poi stop, non si cercano i reali motivi. Si mettono sul banco degli imputati allenatore e presidente, costretti al passo indietro, ma per me restano i meno colpevoli. È il sistema che non funziona, servono regole, riforme».
Dice così per difendere il suo ex compagno Gattuso?
«Di difendere Rino non me frega niente, non lo vedo e non lo sento. Ma possibile che Spalletti non fosse buono, Mancini nemmeno e Gattuso neppure? Forse non è colpa dei ct: puoi metterci chi vuoi, ma senza cambiamenti veri nessuno riuscirebbe nell’intento».
La strada, dunque, qual è?
«Servono soluzioni far emergere i giocatori italiani, cambiare prendendo esempio dagli altri Paesi che invece hanno saputo farlo. Se non li risolvi, i problemi restano. I giovani di prospettiva ci sono: Pio Esposito è uno di loro, servono società che ti buttano dentro e ti proteggono. Brava l’Inter ad averlo fatto. Il Catanzaro di Aquilani ha sfiorato la promozione in Serie A con tanti giocatori italiani, i ragazzi dell’Italia Under 17 in finale all’Europeo dimostrano che i giovani bravi ci sono. Il punto è saperli crescere bene».
Dice che non bastano quelli che ci sono oggi, tra giovani e meno giovani, per battere la Bosnia?
«Ma chi dice che l’Italia è superiore a certi avversari? Chi? Ormai si trovano squadre con tutta gente che gioca in Europa da anni ad altissimo livello. Dzeko, tanto per fare un esempio, segna nei grandi campionati da 20 anni. Il livello è ormai uguale per tutti, chi pensa il contrario è indietro mentalmente».
Possibile allora che i nostri azzurri si siano battuti con meno vigore?
«Altra cavolata. Come può non fregarti nulla di giocarti il Mondiale? Interessa eccome. Chi ha giocato lo sa: farlo per il tuo Paese resta la cosa più bella che c’è».
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