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Vieri: “Thuram out? Per gli altri drammi, all’Inter normale. Chivu top, sul mercato e Bastoni…”
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex bomber di Lazio e Inter ha parlato della finale di Coppa Italia di domani all'Olimpico
«Stavolta le motivazioni sono a mille, c’è un trofeo in mezzo da vincere: cambia tutto. L’Inter tiene parecchio al doblete e ha già cancellato la grande gioia dello scudetto: è di gran lunga la squadra migliore in Italia, lo ha dimostrato durante tutto l’anno e parte ovviamente favorita. Ma occhio alla Lazio: ha avuto mille problemi quest’anno, ma una vittoria può riscattare l’amarezza e questo ti manda in campo con il coltello tra i denti. Fa bene Chivu a dire che si aspetta una partita completamente diversa. Anzi, sarà spettacolare...».
Chivu non si aspettava, però, lo stop di Thuram: quanto peserebbe l’assenza di Marcus?
«Speriamo ce la faccia, perché sarebbe uno di quelli che può far divertire di più: quando prende palla e parte, non lo prendi più. Ma l’Inter ha alternative: Pio ha già dimostrato quanto vale, si merita una finale. Io, alla sua età, non ero così avanti e forse la gente non si rende conto di cosa voglia dire passare dallo Spezia in B all’Inter che deve vincere lo scudetto: a San Siro ti vengono le vertigini. Ma anche Bonny può starci benissimo a questo livello. Chivu non si è mai lamentato delle assenze e non lo farà adesso, anche se deve rinunciare a Calha, che è uno dei migliori del mondo. Semmai, mi stupisce sempre una cosa: quando manca qualcuno alle altre sembra un dramma, quando capita all’Inter... tutto normale».
Lautaro, però, è ripartito di slancio: secondo lei dove potrà mai arrivare nella storia nerazzurra?
«Potrà diventare il più grande cannoniere di sempre. Prenderà Spillo Altobelli e, perché no, anche Meazza: gli mancano un centinaio di reti (110, ndr ), ma non si fermerà certo qua. Farà ancora tantissimi anni a questi livelli, ha la mentalità di quelli che non si fermano. Quando mi chiedono cosa abbia di diverso rispetto agli altri attaccanti, io rispondo sempre allo stesso modo: fa gol. Lautaro fa gol in ogni modo. E poi è un vincente nato: è ovvio che sia il giocatore più pericoloso per Sarri, anche perché ha l’occasione storica di alzare due trofei a distanza di cinque giorni. Non capita spesso in una carriera».
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