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fcinter1908 news interviste Zanetti: “Lautaro un combattente. Non dimentico che quattro anni fa…”

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Zanetti: “Lautaro un combattente. Non dimentico che quattro anni fa…”

Inter Zanetti
Le parole del vicepresidente nerazzurro nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport a proposito del Mondiale che sta per iniziare
Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 

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Senza Italia, ma comunque con una delegazione nerazzurra presente. Javier Zanetti sarà al Mondiale per guardare da vicino le partite dell'Argentina di Lautaro Martinez, capitano dell'Inter, pronto a dare tutto per difendere la coppa conquistata quattro anni fa. Il vicepresidente nerazzurro ne ha parlato alla Gazzetta dello Sport: «Meglio il Mondiale da tifoso o triplete da giocatore? Sono situazioni imparagonabili. Posso dire di essere fortunato perché ho vissuto due emozioni impareggiabili».

Lautaro, a proposito di argentini che conosce bene, sembra stare meglio rispetto al Qatar.

«Ne sono certo. Quattro anni fa purtroppo è stato frenato dai problemi alla caviglia ma non dimentico che ha calciato un rigore pesantissimo nella semifinale contro l’Olanda. Si può essere utili in tante maniere».

Inter Lautaro

La stampa argentina chiede spesso al ct Scaloni se sia possibile vedere Lautaro e Julian Alvarez insieme, dando per scontata la presenza fissa di Messi.

«Per me si può fare. Bisogna ragionare sull’equilibrio complessivo della squadra ma se gli attaccanti si sacrificano tutto è possibile. Lauti e Julian poi sono dei combattenti, lottano su ogni pallone. Spero davvero che si possa sfruttare tutta la qualità: un tridente come questo è un’alternativa tattica interessante».

Le piace il nuovo format a 48 squadre?

«Molto, perché concede anche a nazioni piccole di partecipare al torneo più prestigioso del mondo. Sono curioso di vedere cosa succederà».

L’assenza dell’Italia che effetto le fa?

«Io mi sento italiano ormai al cento per cento quindi sono ancora triste, se ci ripenso. Ma se l’eliminazione capita per tre volte non è casuale, qualche problema c’è: l’Europeo vinto nel 2021 ha illuso qualcuno sull’effettivo valore del movimento. In questo caso però ha pesato molto l’aspetto mentale, la paura di non farcela. E la brutta sconfitta iniziale contro la Norvegia ha complicato il percorso»