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Agresti: “Milan non è forte come l’Inter, eppure è ancora vicino. Il calendario fino al derby…”
Della lotta al vertice tra Inter e Milan ha parlato, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, il giornalista Stefano Agresti
"Il Milan di Allegri non è forte come l’Inter, né è altrettanto completo. Ha meno alternative di qualità e ha alcuni dei suoi calciatori migliori in condizioni non buone: Pulisic e Leao non sono stati quasi mai al massimo e certamente non lo sono adesso, tanto che Max deve arrangiarsi con Nkunku prima punta e Loftus-Cheek alle sue spalle, oppure ricorrere al gigante Füllkrug (che si è inserito in fretta ma ieri si è divorato un rigore). In conseguenza di tutto questo, il Milan non dà quasi mai il senso di superiorità schiacciante che invece trasmette quasi sempre l’Inter. Lo ha fatto a Bologna, è vero, ma già a Pisa ha sofferto più del necessario, non ha chiuso una partita che aveva in mano e alla fine si è tirato fuori dai problemi solo grazie a quel fenomeno di Modric. Eppure il Milan è ancora vicino - abbastanza vicino - all’Inter: cinque punti non sono pochi ma nemmeno troppi. E consentono di dire che no, lo scudetto non è (ancora) nerazzurro.
La data segnata col circoletto rosso è quella di domenica 8 marzo (che forse diventerà sabato 7 quando si decideranno anticipi e posticipi del ventottesimo turno, se l’Inter si qualificherà in Champions). Il 7 o l’8 marzo si giocherà il derby e per il Milan potrebbe trattarsi di una grande occasione perché lì, nello scontro diretto, avrà l’opportunità di recuperare tre punti. Già, ma perché l’eventuale vittoria abbia un senso in chiave scudetto Allegri deve tenere Chivu a tiro: se non guadagna terreno, almeno non deve perderne. Ci riuscirà? Si può giocare a fare le tabelle: il Milan ha in casa prima il Como nel recupero (senza Rabiot, uno che in certi momenti vale mezza squadra) e poi il Parma, quindi va a Cremona; l’Inter affronta stasera la Juve, poi ha la trasferta a Lecce e il Genoa in casa. Chi è messo meglio? Diremmo i rossoneri, perché i nerazzurri tra oggi e il derby non giocheranno tre partite bensì sei avendo anche il doppio playoff di Champions e la semifinale d’andata di Coppa Italia con il Como. Il rischio che la stanchezza pesi anche su una squadra che ha una rosa ampia come quella di Chivu è concreto.
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