Della lotta al vertice tra Inter e Milan dopo il derby vinto dai rossoneri ha parlato l'ex tecnico Fabio Capello sulle pagine de La Gazzetta dello Sport:

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Capello: “Inter, via subito la scimmia dei derby persi. Chivu non deve fare questo errore…”
"A dieci giornate dalla fine – e con sette punti di vantaggio sul Milan – la logica dice che il campionato a questo punto può perderlo soltanto l’Inter. La carta e il campo, però, non vanno sempre di pari passo. Cristian Chivu ha un margine importante e sufficiente per arrivare al traguardo per primo e in sicurezza. A patto di ritrovare in fretta, fin dalla sfida di sabato contro l’Atalanta, la versione originale della sua squadra. Non la copia sbiadita, lenta e senza ritmo vista nel derby perso contro il Milan e anche in altre occasioni nell’ultimo periodo, a partire dalla doppia sfida di Champions League contro i norvegesi del Bodo.
L’Inter, anche nei momenti migliori, non è mai sembrata imbattibile in questa stagione, non a caso ha perso diversi scontri diretti. Chivu nei mesi scorsi è stato bravissimo a rigenerare uno spogliatoio sfiduciato dalla finale di Champions League persa contro il Psg, ma adesso dovrà essere ancora più abile. Il derby, anzi i due derby persi nello stesso campionato, sono il vero pericolo dei nerazzurri nella corsa allo scudetto. Cristian per trionfare deve togliere la “scimmia” dei ko subiti contro il Milan dalla testa di Barella e compagni. Io andrei nello spogliatoio e direi: «Ragazzi, siamo i più forti: torniamo a dimostrarlo con serenità e divertendoci». L’Inter deve riattaccare immediatamente la spina e per assestare il colpo decisivo al campionato deve superare di slancio le prossime tre tappe: Atalanta, Fiorentina e Roma, l’avversaria più rischiosa. Chivu non deve commettere l’errore di provare a gestire il vantaggio.
MILAN
—E il Milan? Se l’Inter torna quella autentica, i rossoneri non avranno nemmeno l’opportunità di tentare un sorpasso scudetto all’ultima curva. Questione di aritmetica. Allegri conosce alla perfezione calcoli e quote, ma dall’alto della sua esperienza – anche di scudetti – sa che la pressione è tutta sull’Inter e a volte il peso del dover vincere ad ogni costo può giocare brutti scherzi. Max sa stimolare al meglio i suoi giocatori e li convincerà a provarci fino alla fine. Anche soltanto per non avere rimpianti e garantirsi con largo anticipo la qualificazione alla prossima Champions, l’obiettivo sbandierato dall’estate. Sembra una missione impossibile, però gli ultimi chilometri non sono sempre ragionevoli. La testa sposta tanto e campioni come Modric, fenomenali nel capire i momenti della partita e del campionato, anche di più.
In una situazione analoga a quella del Milan di oggi, io nel 2006-07 ho festeggiato la mia seconda Liga alla guida del Real Madrid battendo di millimetri - grazie agli scontri diretti favorevoli - e in volata il Barcellona di Ronaldinho e del giovane Lionel Messi. La clamorosa rincorsa iniziò da un mio discorso negli spogliatoi del Bernabeu. Poche parole, ma chiare: «Siamo più forti del Barcellona, ne sono convinto: fatemi vedere che ho ragione. Se loro rallentano, li prendiamo». Da quel momento le abbiamo vinte tutte, successi anche di nervi nei minuti finali. Non guardavamo il calendario, pensavamo a conquistare tre punti alla volta. I rossoneri sono messi come il “mio” Real Madrid. Allegri può imitarmi. Inter permettendo, ma quella vera.
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