La difesa a tre (o a cinque che dir si voglia). È questo il comune denominatore delle prime cinque squadre in classifica di Serie A.

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GdS / Da Chivu a Conte, per lo Scudetto solo difesa a 3: Bastoni nell’Inter…
La Gazzetta dello Sport analizza il sistema tattico delle big del campionato:
“Una volta il ricorso alla difesa a tre era considerato un ripiego pragmatico e ultra-difensivo. Un modo per chiudersi a cinque, proteggere meglio i corridoi e trovarsi in superiorità dietro, rinunciando a un uomo davanti. Un catenaccio moderno. Presto però i tecnici più visionari hanno reso elastica la linea a tre. Si pensi al Toloi di Gasperini spostato in mediana e, oggi, a Bastoni nell’Inter per non dire del Calafiori azzurro. Altri come Spalletti s’erano già inventati la difesa a “tre e mezzo”, con un esterno che si accentra mentre l’altro si spinge avanti. Così Mancini ha vinto l’Europeo”.
L’analisi prosegue:
“Meglio andare oltre i prefissi (352, 442) che i tecnici, a volte con snobismo, non amano. Il calcio è fluido. Tre e quattro si confondono e si incrociano. Niente impedisce a Spalletti — in situazioni di gioco ben precise, ma senza continuità — di impostare a quattro. Lo fa. Ma qui entriamo nel campo della creatività dei tecnici, della voglia di sperimentare o sorprendere con soluzioni tecnico-tattiche diverse. L’importanza di uno schema in movimento come lo sono quelli sui calci piazzati. Anche se poi questi laboratori vengono sintetizzati in “spallettate””.
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