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Como, Nico Paz acquisto ok per il Fairplay finanziario. Dovrà firmare un settlement agreement
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Il Como era stato frenato nella trattativa col Real per Nico Paz dai paletti del Fairplay Finanziario, dopo essersi qualificato per la prossima Champions League. Ecco come riuscirà a garantire l'esborso senza incappare in sanzioni:
"Nella primavera 2027 i funzionari di Nyon esamineranno i documenti contabili del Como per la prima valutazione. Si baseranno sull’ultimo triennio, quindi sui bilanci 2023-24, 2024-25 e 2025-26. Al di là dell’ovvia assenza di debiti scaduti, i club non possono riportare una perdita aggregata superiore a 60 milioni di euro nell’arco di tre anni (incrementabile di 10 milioni per esercizio per chi mostra una buona salute finanziaria). Questa è la cosiddetta football earnings rule. Inoltre, ogni anno, le spese per gli stipendi della prima squadra, gli ammortamenti dei trasferimenti e le commissioni agli agenti non devono superare il 70% dei ricavi lordi (squad cost rule ). Il Como sforerà inevitabilmente questi paletti, a giudicare dai bilanci già approvati. Nel 2023-24, ultimo anno in B, il deficit è stato di 50 milioni; nel 2024-25, primo anno in A, il rosso è schizzato a 132 milioni consolidati, di cui 105 relativi alla sola Como 1907 e il resto alle attività collaterali. Nell’esercizio che si chiuderà il 30 giugno è atteso un miglioramento, perché le entrate dovrebbero crescere più dei costi, ma le nostre stime indicano ancora uno squilibrio rilevante, non lontano dai 100 milioni. Anche eliminando le spese virtuose (vivaio, donne, infrastrutture), il risultato del triennio sarà nettamente al di sopra del tetto consentito", analizza La Gazzetta dello Sport.
"A quel punto il Como concorderà un piano di rientro con la Uefa sottoscrivendo un settlement agreement della durata di 3 o 4 anni, come hanno fatto in passato molti club. Sarà allora che la società lariana dovrà prestare attenzione al controllo dei costi, con prevedibili restrizioni nella compilazione della lista Uefa. Le modifiche introdotte dopo il Covid, peraltro, hanno incentivato i conferimenti di capitale anziché il ricorso all’indebitamento, perché la soglia di tolleranza delle perdite è stata elevata, a patto che queste vengano coperte dagli apporti dei soci. L’Uefa guarda con favore ai progetti fondati su investimenti razionali e sostenuti dalla proprietà. È quello che sta cercando di fare il Como. Dal 2019 a oggi la famiglia Hartono ha versato 390 milioni nella controllante britannica Sent Entertainment, allo scopo di fornire al club le risorse necessarie per aumentarne la competitività e costruire un ecosistema capace di diversificare le fonti di ricavo. Al 30 giugno 2025 il gruppo Como vantava un patrimonio netto di 54 milioni e non presentava debiti con le banche".
"Siamo ancora in una fase espansiva, appesantita anche dall’avviamento delle nuove linee di business, dall’academy ai negozi. L’obiettivo è raggiungere la sostenibilità nel medio-lungo termine. Per riuscirci bisognerà continuare a ottenere risultati sul campo e sfruttare dal punto di vista commerciale e turistico la vicinanza del lago, considerato che il Como non può contare sul bacino d’utenza di una squadra di una grande città. Sarà fondamentale attivare anche la leva del player trading. Una sfida nella sfida: aumentare le entrate fino a compensare i costi. I premi della Champions, soprattutto se ripetuti nel tempo, aiuteranno. In ogni caso, per ora il Como è “vergine” agli occhi della Uefa", aggiunge Gazzetta.
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