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fcinter1908 news rassegna stampa Condò: “Inter, distanza umiliante dalle altre. Thuram? Autocritica: si diceva che il titolare…”

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Condò: “Inter, distanza umiliante dalle altre. Thuram? Autocritica: si diceva che il titolare…”

Andrea Della Sala Redattore 
Sulle pagine del Corriere della Sera il giornalista Paolo Condò ha commentato la vittoria della Coppa Italia da parte dell'Inter di Chivu

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Sulle pagine del Corriere della Sera il giornalista Paolo Condò ha commentato la vittoria della Coppa Italia da parte dell'Inter di Chivu

"La conquista della Coppa Italia finisce di aggiungere all’Inter di Cristian Chivu la dimensione dominante inaugurata in pratica a gennaio. Assieme a un gioco per molti aspetti codificato e a una facilità di gol degna delle corazzate europee, l’Inter ormai produce quel nervosismo che ottenebra i rivali inducendoli all’errore. Se già aveva realisticamente poche chance di rovesciare il pronostico — ed erano comunque legate a una concentrazione «folle», per dirla con Sarri — la Lazio ieri si è sparata sui piedi regalando letteralmente i due gol e con quelli la partita.

È stata l’Inter a evitare che funzionasse, invadendo la metà campo laziale senza pensarci troppo e trovando il doppio vantaggio nel modo che sapete. La Coppa era in cassaforte dopo 35 minuti, e domenica verrà festeggiata a San Siro — la data è sicura, incredibile vero? — accanto allo scudetto, a ribadire una distanza dalle altre che in questo finale di stagione si sta dilatando in modo perfino umiliante. La considerazione che si deve agli avversari ha fatto dire a Chivu alla vigilia che lo 0-3 di sabato non significava nulla: una liturgia corretta — il rispetto non si negozia, si dimostra — che il campo ha smentito. Significava eccome. Nel ritorno l’Inter ha raccolto 40 punti, 8 più di chiunque altra e 14 più della Lazio. Il suo vantaggio in classifica è salito a 15 punti, e ormai siamo nella zona dei monologhi dell’Inter di Inzaghi (+19) e del Napoli di Spalletti (+16), due campionati finiti per k.o. tecnico molto prima del limite.

L’idea che ieri potesse esserci partita era basata sulla resilienza di una Lazio capace, dentro a una stagione per molti versi disgraziata, di ritagliarsi una chance estrema di rovesciare il tavolo e guadagnarsi, con un trofeo, il posto in Europa. Quasi esoterica come idea, visto com’è andata. Chiudiamo con un po’ di autocritica, perché a metà stagione ci scappò di dire che il brillante comportamento di Esposito, a fronte di un’eclisse di Thuram, indicava chiaramente chi dovesse essere (accanto a Lautaro) l’attaccante titolare della prossima stagione. Senza certo rinnegare la stima per l’azzurro, quel che ha fatto il francese negli ultimi due mesi è tanta parte dello strappo operato dall’Inter. Avendolo visto in declino, mettiamo volentieri i suoi occhiali.