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“Corrotto”, “ti ammazziamo”: minacce vergognose a La Penna. E chi gli sta vicino dice che…

Marco Astori
Marco Astori Redattore 
Lui, che nella vita fa anche l’avvocato, ha raccolto tutto e presentato denuncia alla Polizia postale che ha avviato accertamenti

"«Sei morto». «Ti ammazziamo». «Sappiamo dove abiti»". Queste solo alcune delle minacce vergognose ricevute dall'arbitro Federico La Penna dopo l'errore commesso in Inter-Juventus sabato sera a San Siro. Ecco come ha vissuto le ultime ore il direttore di gara secondo il Corriere della Sera: "Come Alessandro Bastoni, costretto a chiudere i social dopo la nottataccia di Inter-Juventus, anche l’arbitro Federico La Penna ha ricevuto minacce di morte sul web. Indirizzate perfino alla sua famiglia: la moglie, le due figlie piccole. Commenti, messaggi. Centinaia di post su diverse pagine social in cui il direttore di gara viene appellato come «vergognoso» e «corrotto». Oltre a minacce tremende come «Ti accoltello per strada». Lui, che nella vita fa anche l’avvocato, ha raccolto tutto e presentato denuncia alla Polizia postale che ha avviato accertamenti per stabilire responsabilità e risalire a chi ha digitato quelle frasi sulla tastiera.

La Procura di Roma, città nella quale è nato e vive, aprirà un fascicolo di indagine. All’arbitro 42enne e ai suoi familiari è stato consigliato di restare a casa in questi giorni, di non uscire: troppo pericoloso. Qualcosa di molto simile avvenne a Orsato dopo il derby d’Italia del 2018, quello del famoso fallo di Pjanic. Anche se situazioni di questo genere, confessano gli stessi arbitri, avvengono purtroppo molto più spesso di quanto si viene a sapere. Gira e rigira, sempre lì torniamo. A una situazione che va oltre.

Da una partita di calcio, da un errore grave ma pur sempre umano, si arriva addirittura alle minacce di morte. Inaccettabile non solo per chi le riceve, ma per tutto il calcio italiano. La Penna verrà fermato per un mese dal designatore Rocchi. È una punizione, certo, ma servirà anche per fargli ritrovare serenità. Chi gli sta vicino assicura che è mortificato. Sa di aver sbagliato, se n’è accorto all’intervallo della partita, dopo esser stato affrontato a muso duro dai dirigenti juventini all’ingresso del tunnel. L’errore commesso è grave. Andava visto dal campo. Anche se la simulazione di Bastoni è stata decisiva per ingannarlo. Per questo per un po’ resterà in panchina. Ma rispetto alle minacce di morte, non è nulla".