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Alla fine del primo tempo, mentre le squadre rientravano negli spogliatoi, c'è stato un parapiglia nel tunnel tra dirigenti e allenatori delle due squadre. Arriveranno sanzioni dalla Procura.
"Qualcosa non funziona. Molto più di qualcosa: rosso a Kalulu, Bastoni simula ed esulta, la Juventus perde la bussola. All’intervallo, lo stadio della prima notte olimpica diventa un piccolo, grande ring con le scale che aprono allo spogliatoio come teatro della resa dei conti. Apriti cielo! Al risveglio le ricostruzioni si accavallano, i distinguo anche: io non c’ero e se c’ero ho fatto questo, non quello. Così se è oggettivo tutto ciò che accade sotto il tiro delle telecamere o dei telefonini, lo diventa molto meno lungo il tunnel di San Siro. Chiellini, Comolli, Spalletti da una parte, il signor La Penna in mezzo, Riccardo Ferri dall’altra: i primi due - Chiellini e Comolli - rischiano una sanzione economica o una inibizione perché loro sono le frasi (Chiellini) e l’atteggiamento (Comolli) più evidenti e dentro al cono d’ombra dell’oggettività. La Penna, chi meglio di lui, era nelle condizioni di capire da dove provenissero le offese o puntualizzazioni vivaci e dentro al suo referto ci sarà materiale da studiare per il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea chiamato ad esprimersi nelle giornata di domani", spiega La Gazzetta dello Sport.
"Può capitare, è capitato spessissimo in casi del genere, che lo stesso giudice si riservi un ulteriore spazio per indagare affidandosi, così, anche al rapporto degli 007 federali, gli ispettori della Figc inviati sui campi, in questo caso a San Siro. Se accadrà così, la verità su ciò che è accaduto o non accaduto in quei minuti concitati a metà duello - nel vero senso della parola - la conosceremo nei prossimi giorni. Il tunnel dello stadio della cerimonia d’apertura di Milano-Cortina è lungo, non poco: cosa è successo nelle sue curve. C’è chi racconta di uno Spalletti particolarmente arrabbiato con il presidente nerazzurro Beppe Marotta e c’è chi punta l’indice sulla figura interista di Riccardo Ferri. Nel primo caso, Luciano da Certaldo avrebbe inveito contro Marotta dalle parti dello spogliatoio, nel secondo Ferri avrebbe riaperto il cassetto dei cattivi ricordi del passato e con i veleni del Derby d’Italia in scena, da qui una lite con il direttore tecnico bianconero François Modesto, faccia a faccia teso. Tutti contro tutti, per pochi minuti e per molti presenti: la sicurezza c’era ed ha evitato che la tensione sconfinasse in qualcosa da cartellino rosso. La palla avvelenata del sabato di Carnevale finisce nelle mani delle toghe del nostro pallone: il giudice sportivo è il primo a raccoglierla, la procura federale è pronta ad intervenire con la sua indagine già aperta. Ancore poche ora o pochi giorni e calerà il sipario sui minuti alla rovescia anche dal punto di vista della giustizia sportiva. Sanzioni economiche (probabile) o qualcosa di peggio è lo scenario davanti ai protagonisti dell’intervallo dalle mille rivalità. A San Siro è accaduto anche tutto questo", aggiunge Gazzetta.
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