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E' un Federico Dimarco, quello che in questa stagione sta giocando su livelli altissimi. La svolta è arrivata con la nuova gestione tecnica e dopo una delusione cocente come quella della finale di Champions League persa contro il PSG 5-0. Scrive il Corriere della Sera:
"Dimarco finora ha giocato 2620 minuti per 33 presenze, una media di 80 minuti, mentre l’anno scorso ne ha giocati 3181 divisi in 51 presenze, ovvero 62’ di media a partita. Se fosse un ciclista Dimarco oggi sarebbe un corridore da corse a tappe e non più da grandi gare di un giorno: del resto la cosa più evidente dopo i gol e gli assist di Dimarco sono i chili persi. Non a caso a Parma dopo uno dei suoi gol, «Dima» è andato ad abbracciare Stefano Rapetti, il preparatore atletico dell’Inter di Mourinho tornato a lavorare ad Appiano sotto la gestione di Chivu".
"Oltre al fattore tecnico e atletico c’è anche quello mentale e motivazionale. Perché se la finale di Champions è stata disastrosa per l’Inter, per Dimarco, tormentato dal talento straripante di Doué, è stata peggio. Ma è diventata un punto di svolta della sua carriera. Federico, come ha raccontato, è «sparito per un mese anche dagli amici». Ha provato a resettare tutto e ci è riuscito".
(Fonte: Corriere della Sera)
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