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Esultanza Italia? Dimarco scrive all’ex compagno Dzeko. E oggi potrebbe spiegare in conferenza

Esultanza Italia? Dimarco scrive all’ex compagno Dzeko. E oggi potrebbe spiegare in conferenza - immagine 1
Ha fatto il giro del mondo l'esultanza degli azzurri dopo il trionfo ai rigori della Bosnia contro il Galles. L'interista ha contattato il bosniaco
Andrea Della Sala Redattore 

Ha fatto il giro del mondo l'esultanza degli azzurri dopo il trionfo ai rigori della Bosnia contro il Galles. L'interista Dimarco ha contattato il bosniaco Dzeko.

"La notte di Bergamo va ai supplementari. Anzi: è tempo di rigori. Tocca a Gigio Donnarumma parare? No, gli azzurri sono davanti alla tv perché i tiri dagli undici metri vanno in scena, meglio, in onda da Cardiff. «E andiamooo...», la traduzione, letterale, del gesto di esultanza dell’interista Dimarco, ma anche del portiere del Tottenham Vicario con lo sfondo occupato dal sorriso di Pio Esposito. Apriti cielo! La Bosnia ha mandato al tappeto, a casa loro, i gallesi favoriti e i nostri non fanno niente per trattenere la loro, momentanea, gioia come a dire al mondo che i bosniaci pesano meno del Galles", racconta La Gazzetta dello Sport.

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Davanti alla tv c’è anche il ct Gattuso e il resto della compagnia azzurra: la loro linea diretta con Cardiff è, però, nel chiuso dello spogliatoio. Dimarco, Vicario e Pio Esposito - in zona i profili di Meret e Tonali - sono nella lounge dello stadio perché ci sono le famiglie, i parenti, gli amici da salutare: sulla lounge sono puntate le telecamere Rai e, in un attimo, tutto diventa video e il video molto virale. Dalle parti di Sarajevo non la prendono bene e sui social comincia Bosnia-Italia con quattro giorni di anticipo. «Guarda che arroganza! Ne terremo conto...», la riflessione più ripetuta. I rigori di Cardiff hanno, così, l’effetto di diventare un caso e il caso va sgonfiato: per la Figc il pallone è scivolato verso un non senso. Il comportamento dei ragazzi di Gattuso dentro la lounge e davanti alla diretta televisiva sul duello in Galles, non ha niente a che vedere se non con una reazione istintiva in un momento post gara dove l’unico, vero, pensiero era per un breve saluto a chi gli stava attorno in una zona dello stadio riservata. Dimarco, poco dopo, si scambierà più di un messaggio con Edin Dzeko, compagno di avventura all’Inter dall’estate del 2021 alla primavera del 2023: due anni nerazzurri intensi, molto, con l’attaccante bosniaco oltre quota cento come presenze. Dzeko rappresenta il volto della nazionale del suo paese, lo scambio via whatsapp con l’amico Dimarco la risposta migliore alle reali intenzioni di chi fa il gesto finito sotto osservazione.

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"Oggi, all’ora di pranzo, potrebbe essere lo stesso Dimarco a spiegare la dinamica di ciò che è accaduto nel dopo gara di Bergamo: massimo rispetto per ogni avversario, massima considerazione per la Bosnia, massima sensibilità nel non mettersi di traverso nelle vicende altrui. Per la Figc parlare di caso è come attaccarsi a qualcosa privo di logica: finita la partita e in attesa di conoscere il proprio avversario, la tv accesa fa da contorno. Dimarco allarga le braccia, fa il gesto dell’esultanza e scrive a Dzeko come si scrivono due persone legate da stima ed affetto: può bastare così. «Stavano per segnare...», la voce di Tonali con la Bosnia ad un passo dal colpo già ad un niente dai rigori. Gattuso è sintonizzato dalla pancia dello stadio, attorno al ct il resto della squadra: vincono i bosniaci, si pensa a come fermarli. Gesto di istinto, quello di Dimarco. E di istinto hanno reagito Vicario e Pio Esposito: come si fa quando i tiri dal dischetto catalizzano l’attenzione. Palla lunga e pedalare, a Coverciano si riaprono i cancelli per le prime, ufficiali, riflessioni post Irlanda del Nord: parlerà un big, potrebbe essere l’interista che sa come divorarsi la fascia sinistra. Ieri, nel gruppo non se ne è parlato, ma il video molto virale era in campo. «Quanta arroganza... ne terremo conto», dicono in Bosnia, Noi e loro manchiamo dal Mondiale da ben dodici stagioni: per noi uno choc. Dimarco e Dzeko sono arrivati, insieme, a sfiorare la Champions League, una notte di giugno, a Istanbul: Federico è rimasto sotto i riflettori fino all’ultimo, Edin per 57’. Ancora poche ore e uno dei due finirà in America, l’altro davanti alla tv in estate quando il calcio si incontrerà ai suoi livelli più alti. Chissà chi esulterà, stavolta per davvero", aggiunge Gazzetta.