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Fischi a Bastoni, in campo anche Gattuso: mai pensato a sua rinuncia. Una cosa stupisce l’Inter
Anche a Como, come era accaduto nel derby, il difensore dell'Inter Bastoni è stato sommerso dai fischi ogni volta che entrava in possesso del pallone. Il club nerazzurro è ovviamente schierato col suo difensore e spera che presto le tifoserie avversarie smettano di accanirsi sul giocatore.
"Prima o poi si spegnerà: è nella natura delle cose, anche delle più spiacevoli. Eppure questo rumore di sottofondo, continuo e anche un po’ appiccicaticcio, rischia di diventare un’abitudine negli stadi di A. Supera ormai abbondantemente le barriere del tifo e unisce Sud e Nord: da Lecce a Como, in attesa di aggiornamento geografico, il fischio dispettoso si sente ovunque. Ormai è nata una coalizione trasversale che chiede il voto (e il fiato) in nome di questa strana avversione ad Alessandro Bastoni: l’interista è “colpevole” di simulazione nel derby di Italia e ancora non è stato assolto dal tribunale popolare. Vada come vada, il tiro al mancino è destinato a continuare nei prossimi giorni, soprattutto con il derby dietro l’angolo. Nello stesso tempo, però, in tanti si stringono attorno al centrale nerazzurro, che vorrebbe solo mettere alle spalle una vicenda che all’Inter considerano già morta e sepolta. Non solo il suo allenatore Cristian Chivu, anche lui stanco di girare attorno al solito argomento, ma anche Gennaro Gattuso, il ct della Nazionale a caccia del Mondiale. Non sarà la persistente colonna sonora a fare cambiare idea a Ringhio, che conosce le leggi del campo e detesta il perbenismo di facciata: non è mai passata dalla sua testa, e in nessuna altra testa federale, l’idea di rinunciare al difensore in vista del playoff", sottolinea La Gazzetta dello Sport.
"Gattuso ha parlato con Bastoni a quattrocchi e a tempo debito, quando il caso era particolarmente caldo: serviva una parola di conforto, da fratello maggiore e non solo da allenatore. È successo nei giorni successivi a Inter-Juve, mentre montava la marea e non tutti avrebbero immaginato che sarebbe durata così tanto. Chivu, invece, può parlare ogni giorno ai suoi, come da metodo portato dentro allo spogliatoio: in realtà, non ha visto un Bastoni abbattuto nel post Como, nonostante piovessero fischioni ogni volta che la palla transitava dalle sue parti. La forza mentale del centrale è uno dei motivi per cui il numero 95 è arrivato a queste altezze, ma non è facile rimanere lucidi a lungo in un contesto così: anche per questo il supporto quotidiano del tecnico e dei compagni è ben gradito. Martedì è arrivato pure quello del collega catalano di Chivu, il padrone di casa a Como, che aveva assistito alla reiterazione della contestazione: «Si fischia sempre la squadra più forte, Bastoni è il futuro capitano della Nazionale e noi lo dobbiamo proteggere. Ha sbagliato, ma può succedere: si chiede scusa e si va avanti», ha dichiarato Fabregas nel dopo Coppa Italia".
"I fischi in Salento il 21 febbraio, una settimana dopo il derby di Italia, non potevano sorprendere, vista la tempistica. Quelli di Como, a 20 giorni dai fatti, forse sì. In fondo, Bastoni continua a pagare anche l’esultanza in faccia a Kalulu, dopo aver causato l’ingiusta espulsione del collega juventino. Sembrano non contare poi troppo le scuse dalla viva voce del centrale e il riconoscimento pubblico dell’errore commesso: per qualcuno, evidentemente, sono arrivate in ritardo. Difficile, comunque, trovare casi di simile (e trasversale) insistenza su un singolo giocatore e la cosa ha colpito parecchio in viale della Liberazione: lì, nella sede Inter, continuano ad aggiornare le piccole grandi simulazioni che si vedono in ogni giornata di A. Tra i denti, fanno notare che altrove non si sarebbe vista la stessa indignazione, anche se un distinguo è necessario: l’effetto è cresciuto per la nobiltà della partita e per l’effetto di quel cartellino rosso sui punti in classifica. Il paragone con l’accoglienza che il San Siro nerazzurro regalò al Lukaku fresco romanista nel 2023 rischia, invece, di essere fuorviante: lì c’era un amore spezzato e un rapporto diretto tra una singola tifoseria e un ex idolo. Qui, invece, l’emulazione fa allargare il contagio, chissà per quanto ancora. Il derby ha una liturgia diversa ed è naturale che i cugini alzino la voce contro un rivale, poi la successiva trasferta sarà a Firenze il 22 marzo. Per quella data l’Inter e lo stesso Bastoni sperano di aver voltato pagina e chiuso il librone, ma più di tutti lo vorrebbe proprio Gattuso", aggiunge Gazzetta.
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