La sfida tra Inter e Atalanta è stata densa di episodi arbitrali, polemiche e proteste. “Non ci credo, l’ha dato” è la frase pronunciata in panchina da Barella dopo la convalida del gol dell’1-1 di Krstovic da parte dell’arbitro Manganiello. Un episodio che potrà incidere eccome nella lotta Scudetto.

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Inter furibonda, confronto Marotta-arbitri negli spogliatoi: “Si andrà nelle sedi istituzionali”
“Il più agitato è Cristian Chivu, mai visto così furibondo, che si allontana dall’area tecnica e becca prima il giallo e poi il rosso, urlando anche ripetutamente al quarto uomo Collu: «Era fallo, era fallo». Irrefrenabile” è la ricostruzione de’ La Gazzetta dello Sport.
Anche Dumfries non crede ai suoi occhi: “Dumfries intanto non si capacità di ciò che sta osservando. Si inginocchia, quasi supplica l’arbitro di rivedere una decisione che ritiene assurda: giura e mima di aver perso l’equilibrio sull’azione del gol di Krstovic perché toccato a una gamba da Sulemana. Alza più volte il piede, quasi per mostrare la prova di un torto subìto”.
Poco più tardi il contatto Frattesi-Scalvini:
“L’Inter chiede a gran voce il rigore con Aleksandar Kolarov a guidare ora la contestazione, mentre dalle tribune di San Siro si levano cori ostili contro l’arbitro Manganiello. Anche qui, silent check con Lissone. E il Var, Gariglio (dismesso dalla Can, nel 2023, dopo appena 19 gare di A in sei stagioni, e poi ”promosso” al Var) , convalida la decisione di campo: si ritiene che non ci sia chiaro errore”.
Nel dopogara il clima si accende negli spogliatoi, come racconta la Rosea:
“Il clima diventa teso negli spogliatoi, dove scendono i dirigenti Marotta e Ausilio. Il presidente chiede e ottiene un garbato confronto con la squadra arbitrale. Da parte dell’Inter, già in occasione del derby, si respira un clima di ostilità che la società attribuisce al caso Bastoni. […] Compaiono anche Andrea De Marco, il coordinatore federale dei rapporti tra arbitri e club, e Andrea Gervasoni, il delegato della commissione Can che ha il compito di giudicare l’arbitraggio. Si parla, ci si scambia impressioni. L’Inter si sente confortata nelle rimostranze, soprattutto sulla vicenda del rigore: la giurisprudenza da Var è piena di episodi molto simili che sono stati giudicati in maniera opposta. Due hanno penalizzato proprio l’Inter: Dumfries-Alex Sandro nell’ottobre 2021 contro la Juventus, Darmian-Magnani nel gennaio ‘24 col Verona. In entrambi i casi è stato assegnato il rigore”.
Poi la decisione di optare per il silenzio stampa:
“Dopo una mezzora di colloqui, prima tra società e arbitri e poi tra dirigenti per gestire una strategia comunicativa, l’Inter ordina il silenzio stampa. Meglio evitare di alzare i toni, con il rischio di provocare danni senza ottenere niente di buono. Marotta e Chivu lasciano lo stadio tardi, intorno alle 19, oltre due ore dopo il fischio finale: in quel tempo il presidente, il direttore sportivo Ausilio, il suo vice Baccin, il club manager Ferri e tutto lo staff restano chiusi nello spogliatoio per sbollire la rabbia e per parlare del caso arbitrale. Soltanto un’altra volta l’Inter si era lamentata in questa stagione degli arbitri: a Napoli, per il rigore concesso ingiustamente a Di Lorenzo per il contatto con Mkhitaryan. In quel caso però aveva parlato attraverso Marotta. Stavolta il presidente ha, invece, preferito tacere. Almeno in pubblico. Si è solo fatto sentire già negli spogliatoi e manifesterà la sua posizione anche in settimana nelle sedi istituzionali”.
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