Il passaggio agli ottavi di Champions League per l'Inter passa dalla doppia sfida contro il Bodo Glimt nei playoff. Stasera l'andata in Norvegia

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GdS – Guai a sottovalutare l’avversario, ma l’Inter non può avere paura del Bodo
"Non bisogna sottovalutare l’avversario e neppure esagerare con le preoccupazioni, dipingere il Bodo come se fosse un top club. Nella classifica Uefa delle ultime cinque stagioni, l’Inter ha il terzo coefficiente, mentre il Bodo Glimt è 35o. Negli ultimi tre anni, l’Inter ha giocato e perso due finali di Champions League. Il miglior risultato in assoluto del Bodo nelle coppe europee sono le semifinali di Europa League, raggiunte nella stagione scorsa e chiuse con una doppia sconfitta contro il Tottenham. Un traguardo fresco e prestigioso, a cui è seguita la qualificazione a questi playoff di Champions League, meta raggiunta con due vittorie inaspettate con due big, il Manchester City e quell’Atletico Madrid contro cui l’Inter ha perso, nella prima fase dell’attuale Champions League. Guai a impressionarsi, però. La proprietà transitiva non vale, è un’astrazione. L’Inter non può avere paura del Bodo Glimt", analizza La Gazzetta dello Sport.
"Lo stadio piccolo, da 8mila posti, con gli spettatori “addosso”. Il clima polare, con temperature sottozero prima, durante e dopo la partita. Il vento e la neve. Il campo in erba artificiale, su cui il pallone schizza via veloce e assume traiettorie imprevedibili. Mancano giusto gli orsi bianchi. Attorno al Bodo e alla relativa città, da 42mila abitanti, si è creata una mistica da ghiaccio bollente, anche perché qui ha perso il City di Guardiola e qui sono scivolate la Roma, per due volte, e la Lazio. La Juve però a fine novembre ha vinto all’Aspmyra Stadion, anche se il gol decisivo è arrivato al 91’, e in anni più lontani a Bodo hanno piantato la bandiera della vittoria il Napoli, nella Coppa delle Coppe 1976-77, e la stessa Inter nella Coppe delle Coppe del 1978-79. A Bodo sono molto bravi a fare calcio - competere in Champions non è facile per nessuno, figuriamoci per una realtà piccola - e a vendere l’immagine di un iceberg artico, su cui può schiantarsi qualunque Titanic pallonaro".
"Il Bodo di oggi è “sacchiano”, perché, come il Milan di Sacchi, pratica un pressing molesto e, una volta conquistata la palla, cerca la verticalizzazione immediata. Il dato sui palloni recuperati nell’attuale Champions, è ottimo: 332 complessivi, 41,5 di media a partita. In questa graduatoria, capeggiata dall’Athletic Bilbao, il Bodo è decimo e l’Inter ventottesima. Cristian Chivu non può colmare il divario in una singola sera né gli conviene accettare le pressioni come campo principale di sfida. L’Inter dovrà far leva sull’aggressività dei norvegesi e rivoltargliela contro. Come? Non sempre il pressing del Bodo va a buon fine, quasi sempre il Bodo – nel portarlo – si sbilancia e concede spazi alle proprie spalle, una profondità che potrebbe essere cavalcata. Pare che Chivu voglia scindere la ThuLa per ragioni di turnover e sembra che Lautaro sia favorito su Thuram, ma sono soltanto voci. L’allenatore dell’Inter è un maestro nell’arte della dissimulazione, difficile carpirgli la formazione alla vigilia. Lautaro, brevilineo rapido, tecnico e reattivo, è compatibile con l’imprevedibilità del sintetico. Thuram potrebbe “surfare” al meglio sugli spazi di cui si diceva. E molto dipenderà da chi giocherà con l’uno o con l’altro, Pio Esposito e Bonny. Lautaro in Champions ha segnato 25 gol, Thuram 9. Il miglior marcatore del Bodo nella euro-coppa suprema è l’ex milanista Jens Petter Hauge, con 4 reti. No, l’Inter non può temere il Bodo", aggiunge Gazzetta.
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