05:13 min
fcinter1908 news rassegna stampa Inter, 2 finali di Champions in 3 anni straordinaria impresa: ora servono rinforzi veri

news

Inter, 2 finali di Champions in 3 anni straordinaria impresa: ora servono rinforzi veri

Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 
Il Corriere dello Sport analizza l'eliminazione in Champions League dei nerazzurri e offre la chiave di lettura

Niente rimonta, ma altra sconfitta. L’Inter cade anche a ritorno sotto i colpi del Bodo/Glimt e la Norvegia si conferma bestia nera per l’Italia.

“L’addio all’Europa è arrivato nel modo più amaro e più deludente” scrive il Corriere dello Sport, che aggiunge: “Se una settimana fa c’era l’attenuante del sintetico, stavolta la sconfitta è tutta responsabilità dell’Inter, incapace di incanalare la furia agonistica in una gara di intelligenza ed efficacia”.

A fare enormemente la differenza è stata l’assenza di Lautaro Martinez, ai box per infortunio, con l’attacco spuntato e un Thuram poco brillante:

“Ha steccato completamente, ad eccezione di un’accelerazione nel primo tempo. La sua Champions si è chiusa con i due gol all’Ajax, alla prima giornata: da lì in poi scena muta”.

Il quotidiano sottolinea quanto sia importante interpretare questa eliminazione dalla Champions nel modo giusto:

“Le due finali in tre anni sono state la straordinaria impresa di una squadra capace di andare oltre i propri limiti. Ora, tra usura, età avanzata e ricambi ancora non all'altezza, servono rinforzi veri per pensare di tornare ad essere competitivi anche in Champions”.

L’Inter ci ha provato in avvio:

“Frenesia, precipitazione, generosità, ma anche disordine. L’Inter ha aggredito subito il Bodø, senza però la lucidità che serviva. Prova ne sia che le occasioni più pericolose sono nate da calcio d’angolo. Vero che si tratta di una specialità della casa, ma non può essere l'unica soluzione. Ad ogni modo, il nerazzurro più pericoloso è stato Frattesi”.

L’errore di Akanji ha di fatto chiuso i giochi in chiave qualificazione:

“Dopo l’intervallo, l’Inter ha ulteriormente alzato i giri del motore, ma sempre senza precisione nella rifinitura. Il danno vero, però, l’ha combinato Akanji, che si era appena “aperto” il sopracciglio e, forse anche condizionato dalla fasciatura, ha completamente sballato un appoggio arretrato, spalancando l’area a Blomberg”.