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L'Inter tiene botta, ma alla fine è l'Arsenal a spuntarla e a complicare il cammino dei nerazzurri in Champions League. Ora per gli ottavi diretti potrebbe non bastare una vittoria a Dortmund.
"L’Inter ha fatto la fine dell’uomo con la pistola, per la terza volta di fila (era già stata sconfitta, e con maggiori rimpianti, da Atletico e Liverpool) e ora per la prima volta esce dalle prime otto della classificona Champions: a questo punto sarà molto difficile evitare i playoff. Ma non si può dire che si sia arresa docilmente all’Arsenal, visto che è rimasta sul pezzo per tre quarti di partita. Al primo gol di Gabriel Jesus ha risposto subito Sucic (la notizia positiva del mercato) e al secondo sono andati vicinissimi a farlo Thuram, che ha sprecato con un erroraccio, Luis Henrique (negativo anche ieri, ha anche la colpa grave di tenere in gioco Gabriel Jesus sul primo gol) e Lautaro. Meglio ha fatto Pio Esposito quando è entrato: il ragazzino potrebbe scalare presto le gerarchie (Thuram, oltre all’errore, è parso spesso pigro nel rientrare dal fuorigioco)", scrive La Gazzetta dello Sport.
"Certo, se per giorni ti dicono di stare attento ai calci piazzati, soprattutto ai calci d’angolo, e proprio su calcio d’angolo prendi gol (il 19° letale dei Gunners) un po’ di rabbia viene. D’altra parte i tifosi dell’Arsenal cantano “Set-piece again!» («ancora un calcio piazzato») per un motivo. Alla serata di gala l’Inter fa tutto sommato la sua figura: imbarazzo iniziale, tempo di ambientarsi, poi contribuisce allo show, che piace anche ai colleghi inglesi (soprattutto a loro, visto il risultato), ma poi finisce per soccombere sotto l’intensità e la velocità dei Gunners. E a ben vedere il fatto di aver giocato anche benino e aver perso 3-1 non fa che certificare la distanza che resta intatta con le big d’Europa (considerando che l’Arsenal aveva in panchina Gyokeres, Rice e Odegaard) e che il mercato non ha colmato (di Luis Henrique s’è detto, forse serviva anche un portiere, visto che Sommer non è esente da colpe)".
La consapevolezza di questa distanza è quella che forse ha portato Chivu a togliere Lautaro e Barella perché la partita col Pisa diventa, a un certo punto, la più importante a cui pensare. Lo scudetto, ora è chiaro a tutti, è il primo obiettivo, quello più realistico, dell’allenatore e della squadra (vedi dichiarazione di Akanji).
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