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Il regista dell'Inter, Hakan Calhanoglu, è in dubbio dopo aver giocato in Coppa Italia col Como. Chivu deciderà oggi alla ripresa degli allenamenti
"Un giocatore con un conto aperto, un altro che punta a far diventare questa la sua migliore stagione in Serie A e un terzo col contratto in scadenza tra tre mesi e nessuna intenzione di fare la parte dello spettatore da qui a fine campionato. Il derby dell’Inter si accende a centrocampo, reparto che diventa il cervello di una macchina che non può fallire l’appuntamento di domenica sera. Lo sanno tutti. Hakan Calhanoglu, Piotr Zielinski e Henrikh Mkhitaryan ne sono consapevoli come e più degli altri per quei motivi personalissimi ma al tempo stesso fondamentali per la squadra, per la causa. Il primo, il turco, è quello che ha giocato più derby degli altri (17) e il conto aperto è quello legato all’errore dagli undici metri dell’andata. Il secondo ha nel curriculum da interista quattro derby della Madonnina ma un numero ben più alto di sfide al Diavolo, ovvero 28. Il bottino è comprensivo di tutto, Inter, Napoli e Udinese ma è proprio in nerazzurro che non ha mai gioito contro il Milan. Il terzo, l’armeno, ha saltato il primo incrocio stagionale a novembre e ora è lì, che aspetta di essere chiamato in causa con la pazienza di chi, con esperienza, comprende le scelte dell’allenatore", analizza La Gazzetta dello Sport.
"Calha al momento è un punto interrogativo. Oggi, alla ripresa della preparazione dopo il giorno di riposo concesso, Cristian Chivu inizierà a schiarirsi le idee. La domanda è una: può giocare due gare di fila da titolare? Se sì, le chiavi della regia torneranno nelle sue mani. A Como si è visto per poco meno di un’ora, nel derby è richiesto uno sforzo extra e non parliamo dell’impegno emotivo. Col turco al centro, Zielinski lo rivedremo decentrato a sinistra sulla linea a cinque prima dell’intoccabile Dimarco, mentre dal lato opposto Barella e Luis Henrique sulla fascia salvo sorprese".
"In questa stagione il centrocampo assolve anche a compiti prettamente offensivi. È motore e rifinitore, ed è riuscito anche a farsi paracadute quando l’attacco ha faticato a trovare la porta. Calha, Zielinski e Miki insieme hanno una rete in più di Lautaro (15 contro 14); senza dimenticare Dimarco che, in quanto a partecipazioni a gol, supera l’argentino in modo ancora più netto (21 a 18). Insomma, lì al centro, ci sono visione e guizzi. Magari Chivu ci trova anche la chiave per vincere il suo primo derby di Milano da allenatore e per far diventare la rimpatriata con i cugini l’anticamera di una festa ben più grande. Con vista sul tricolore", aggiunge Gazzetta.
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