"Da oggi le milanesi rientrano nel controllo canonico da parte dell’Uefa, al pari degli altri club. Nella sostanza nulla cambia: Inter e Milan dovranno continuare a rispettare la “football earnings rule”, quindi riportare nel triennio una perdita massima di 60 milioni, oltre a presentare un costo della squadra (stipendi, ammortamenti, agenti) non superiore al 70% dei ricavi al lordo del player trading: è il parametro dello “squad cost ratio”. Paletti a cui le milanesi erano già soggette. La differenza sta nel fatto che da oggi Inter e Milan non avranno, almeno per un bel po’, il fiato addosso dell’Uefa: in caso di sforamenti nei controlli intermedi, non scatteranno in automatico multe o limitazioni alla rosa. Ma RedBird e Oaktree, oltre ad avere un imprinting teso alla sostenibilità gestionale, sanno che non si potrà largheggiare nella spesa, perché prima o poi i conti devono tornare", chiude Gazzetta.
fcinter1908 news rassegna stampa Inter fuori dal settlement agreement: c’è l’ok della Uefa. Cosa cambia in vista del mercato
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