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Inter, un’altra domenica all’inseguimento del Milan. Ma c’è da superare una maledizione

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Dopo la vittoria con l'Atalanta, l'Inter sarà di nuovo in campo questa sera contro il Bologna. Un test importante per tornare in vetta
Andrea Della Sala Redattore 

Dopo la vittoria con l'Atalanta, l'Inter sarà di nuovo in campo questa sera contro il Bologna. Un test importante per tornare in vetta.

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"Un’altra domenica all’inseguimento del Milan. Una settimana fa, in serata, l’Inter aveva vinto a Bergamo e risposto al Milan, che all’ora di pranzo aveva battuto il Verona e si era installato in cima alla classifica per qualche ora. Stavolta, il Milan è primo da venerdì notte e l’Inter, per riprendersi il primato, deve sconfiggere a San Siro il “maledetto” Bologna, una delle squadre che più l’ha fatta soffrire negli ultimi anni. Non è facile giocare sotto la pressione di un risultato da centrare a tutti i costi. Una questione di testa. La vetta del campionato da riconquistare e i cattivi pensieri da dominare", sottolinea La Gazzetta dello Sport.

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"Perché il Bologna è diventato indigesto all’Inter? Negli ultimi cinque incroci, in tutte le competizioni, tre vittorie del Bologna, una dell’Inter e un pareggio. Se si allarga lo spettro alle ultime dieci, i successi del Bologna diventano cinque, anche se, in lontananza, tra il 2021 e il 2022, luccicano due 6-1 a favore dell’Inter. Con Vincenzo Italiano allenatore, un fattore di disturbo per l’Inter è stata e rimane l’aggressività. L’Inter di Simone Inzaghi, con il suo palleggio patinato, la pativa, questa combattività. Il Bologna italianista morde, ma il principale fattore di cambiamento imposto da Cristian Chivu all’Inter va nella stessa direzione. L’Inter con Chivu pressa di più. È significativo che, in campionato, Inter e Bologna siano pari alla voce palloni recuperati, 44 per ciascuna in media a partita. Forse non è casuale che la semifinale di Supercoppa italiana, in Arabia, sia finita 1-1 nei 90 minuti e si sia risolta ai rigori. Nessuno può essere mordace e pressante per 90 minuti, Inter e Bologna a Riad si sono azzannate a vicenda, per un tratto hanno prevalso gli uni e per un tratto gli altri. Il secondo fattore di contatto sono le fasce: l’Inter sviluppa sulle corsie esterne il 61 per cento delle giocate, il Bologna il 60 per cento. Nella diversità dei sistemi, 3-5-2 contro 4-2-3-1, le due squadre applicano principi e strategie simili", aggiunge il quotidiano.