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Inter-Juve, che derby tra Marotta e Spalletti. Dal Venezia a Icardi, Conte e il contratto

Andrea Della Sala Redattore 
Tanti gli incroci tra le due rivali di sempre, uno particolare sarà quello tra il tecnico della Juve e il presidente Beppe Marotta

Domani sera saranno di fronte Inter e Juve. Tanti gli incroci tra le due rivali di sempre, uno particolare sarà quello tra il tecnico della Juve Luciano Spalletti, ex allenatore interista, e il presidente Beppe Marotta.

"La più alta legge marottiana , quella che proibisce l’esonero di un allenatore a stagione in corso, cadde in Laguna: il presidente del Venezia, Maurizio Zamparini, era meno prudente del suo dg e, alla fine, la testa di Luciano Spalletti rotolò non una, ma due volte, nella stagione 1999-2000. Cacciato, richiamato e cacciato ancora. Eppure, già allora era chiaro il talento di un allenatore unico, tanto geniale quanto impegnativo nella gestione: lo sanno bene all’Inter, a cui Spalletti ha comunque ridato la coperta calda della Champions. Non sarà l’esonero successivo, arrivato per decisione dello stesso Beppe Marotta trasferitosi nel frattempo a Milano, a togliere questa nota di merito", racconta La Gazzetta dello Sport.

"Oggi Spalletti prova a ricostruire anche la Juve dalla fondamenta e sfida l’Inter in cui, intanto, il dirigente varesino ha scalato la piramide fino alla presidenza. La loro storia, non la più quieta e amorevole degli ultimi anni, condisce adesso la nuova rivalità in questo derby di Italia. Dopo Roma e San Pietroburgo, per Spalletti l’Inter è arrivata come il canto della sirena nell’estate 2017. Diciotto mesi dopo, dicembre 2018, Luciano visse da vicino la rivoluzione nella dirigenza nerazzurra: Marotta venne chiamato da esule bianconero per cambiare la dinamica del club. Nei mesi successivi la gestione del caso Icardi intossicò l’aria, serviva una rottura forte per fare un ulteriore salto in avanti, verso il tricolore. Nonostante la stima per il tecnico toscano, lo stesso Marotta (allora ad) e il ds Piero Ausilio votarono per il cambio in panchina. Nel 2019 si spalancarono così le porte di Appiano per Antonio Conte, nonostante Spalletti avesse ancora due anni rotondi di contratto. Luciano rimarrà un dipendente Inter fino al 2021, nonostante il Milan avesse pensato a lui già nell’ottobre di quel 2019: in quel momento le trattative per la rescissione con i nerazzurri naufragarono anche per i diversi presupposti economici. Il resto è storia: l’Inter di Marotta da allora ha aggiunto due scudetti, Spalletti uno da capogiro a Napoli", aggiunge Gazzetta.