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Getty Images
Servivano i loro gol per la rimonta che poteva valere la qualificazione. E invece, nel momento decisivo, l’attacco dell’Inter ha steccato.
“Quel reparto avanzato da 62 reti in 26 partite di Serie A non ha trascinato l’Inter in Europa nel momento del bisogno, mancando di dare la scossa proprio quando c’era da sgasare per una rimonta difficile fin dal momento zero” evidenzia il Corriere dello Sport.
Festeggia il Bodo/Glimt, che dopo il successo per 3-1 in casa vince anche a San Siro, conquistando un successo storico.
Complice l’assenza di Lautaro, che si è infortunato proprio all’andata, Chivu ha dovuto fare scelte forzate nella gara di ritorno: “
“Pio Esposito non ha legato al meglio in campo con Thuram ed entrambi hanno contribuito alle mancate occasioni da gol, senza accendere quella scintilla che forse sarebbe servita a far divampare la forza offensiva dei nerazzurri”.
I segnali sono stati subito negativi e inequivocabili ieri sera:
“Del resto lo si era visto fin da subito che non era la serata giusta, quando dopo soli tre minuti Pio Esposito di testa non ha centrato la porta sull’assist di Dimarco. Ancora meno bene è andata a Thuram, che al quarto d’ora (nonostante l’iniziale fuorigioco) non è riuscito a segnare nemmeno a tu per tu con il portiere avversario”.
L’involuzione europea di Thuram è quello che balzo di più all’occhio analizzando i dati dell’attacco nerazzurro:
“L’anno scorso in Champions aveva trovato 4 reti (tra cui agli ottavi e in semifinale) fino a Monaco mentre stavolta si è fermato a due. Anzi, si è bloccato letteralmente alla doppietta in casa dell’Ajax al debutto stagionale di metà settembre, dopo la quale non ha più trovato il modo di esultare fuori dai confini italiani”.
Mentre Pio ha esordito con l’Ajax e segnato il suo primo gol contro l’Union Saint-Gilloise, Bonny ha chiuso la sua prima esperienza internazionale, senza mai segnare in Champions a fronte di un minutaggio più ridotto rispetto ai compagni.
Ma per il quotidiano c'è un fattore ad aver fatto la differenza:
“Il gioco troppo lento della squadra non ha favorito le punte, senza Calhanoglu la luce in mezzo al campo è rimasta spenta e senza Lautaro nessuno ha cucito il gioco tra i reparti”.
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