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Inter macchina perfetta, Chivu ‘forza tranquilla’: come Sinner e Ramon Diaz…

Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 
L'editoriale del Corriere dello Sport all'indomani del successo netto per 5-0 dei nerazzurri di Chivu sul Sassuolo

Un vero e proprio dominio. Prosegue il percorso dell’Inter, che continua a viaggiare ad una velocità super in campionato con una serie positiva di tredici partite che dura dal 23 novembre.

“Un pareggio (contro il Napoli) e dodici vittorie. Dal 24 novembre all’8 febbraio l’Inter in Serie A ha sempre vinto tranne una volta. Ha travolto il Como, ha vinto a Bergamo, ha battuto il Bologna. In tredici partite: trentuno gol segnati, sei subiti. Oggi i nerazzurri sono primi con 58 punti che in proiezione fanno 92 a fine stagione. Siamo nei dintorni della macchina perfetta” evidenzia il Corriere dello Sport.

Il quotidiano aggiunge:

“I cavillosi potranno aggrapparsi alle quattro sconfitte rimediate in campionato (Juventus, Udinese, Napoli e Milan) o alle zero vittorie negli scontri diretti (ossia contro Inter, Juventus e Napoli). Dettagli pressoché insignificanti, come chi prova ad addolcire la sconfitta australiana di Sinner contro Djokovic ricordando che l’azzurro ha totalizzato più punti dell’avversario”.   

Il Corriere dello Sport sottolinea il grande lavoro di Cristian Chivu:

“Chivu ha messo a punto una macchina irresistibile in Italia. E lo ha fatto partendo dalla burrasca Calhanoglu al Mondiale per club. Sembrava un gruppo allo sbando. In silenzio, ha lavorato sugli uomini: ha recuperato gli scontenti, ha allargato la rosa. Ieri ha passeggiato in casa del Sassuolo con Bisseck, Luis Henrique, Sucic e Zielinski titolari. Bisseck era sul libro nero del mondo interista, il principale imputato del mancato scudetto dello scorso anno. Zielinski un fantasma dalle parti di Appiano Gentile. Entrambi pienamente recuperati alla causa. Il difensore tedesco ieri ha segnato il gol del vantaggio. Per non parlare di Federico Dimarco fin qui il calciatore più decisivo del campionato, in coppia con Lautaro Martinez. Siamo a quota tredici assist in ventidue partite, senza contare i sei gol (uno in Champions). Calciatore che lo scorso anno era in piena crisi d’identità. Sembrava non avere più di un’ora di autonomia. Ieri ha fornito lui le palle gol a Bisseck, Thuram e Akanji”.

Il quotidiano esalta il tecnico romeno con una citazione e con un paragone con il passato a tinte nerazzurre:

“Chivu ci riporta alla memoria lo slogan del presidente francese degli anni Ottanta François Mitterrand: “la forza tranquilla”. Così il leader socialista riuscì ad associare alla sua figura i concetti di stabilità e affidabilità. È quel che ha fatto Chivu che tutto sembra tranne che un allenatore semi-esordiente. Eppure è alla prima esperienza in una grande squadra dopo appena tredici partite in Serie A alla guida del Parma. L’Inter sembrò essersi fatta trovare impreparata dall’addio di Simone Inzaghi. Inseguì invano Fabregas per poi ripiegare su Chivu. Una vicenda che ricorda quel che accadde nell’estate 1988, quando Madjer non superò le visite mediche e l’Inter dovette “accontentarsi” di Ramon Diaz. Che si rivelò pedina fondamentale. Nove mesi dopo, quella squadra (con Trapattoni in panchina) festeggiò lo scudetto dei record”.