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Inter, frecciate da Napoli. Chivu parla alla squadra: “Massima attenzione, vietato sedersi”
L'Inter si prepara alla grande sfida contro la Juve di sabato sera. Il tecnico Cristian Chivu ha voluto alzare la tensione in vista del grande impegno contro i bianconeri. Serve la prima grande vittoria contro una big.
"Cristian Chivu, condottiero di Resita, Romania, è partito da Ucla - quartier generale dei nerazzurri durante il Mondiale per Club – ed è arrivato a giocarsi il derby d’Italia con 12 punti di vantaggio sulla Juventus, 8 sul Milan (momentanei) e 9 sul Napoli. L’ha fatto a suon di piccole rivoluzioni, utili rigenerazioni – vedi Dimarco e Zielinski -, innesti all’altezza e grandi discorsi, quelli capaci di toccare corde profonde e far riflettere. In questi giorni l’allenatore nerazzurro ha parlato di nuovo alla squadra e le parlerà ancora tra oggi e domani. Ha serrato le file e preteso attenzione massima. Il concetto è: vietato sedersi, vietato pensare che dopo 11 vittorie nelle ultime 12 ci si può rilassare un po’. Alt, nessuna leggerezza. Nessuna eccezione. Anche perché da Napoli hanno caricato l’arco e scagliato frecce affilate.
Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, infatti, Antonio Conte ha parlato di un’Inter che «sta viaggiando», così come Milan, Roma e Juve. Ma la frase sui nerazzurri ha fatto più rumore. Quando gli hanno chiesto dello scudetto ha risposto con un ghigno beffardo: «Abbiamo nove punti di distacco e problemi seri a livello di infortuni, di cosa stiamo parlando?». L’Inter, trincerata ad Appiano, proseguirà dritta sul suo binario senza guardare più a sud. Testa a Spalletti: la sfida con la Juve cade nel giorno di San Valentino. L’occasione giusta per sfatare il tabù legato agli scontri diretti in campionato, se consideriamo anche Milan e Napoli: i nerazzurri non battono i bianconeri da due anni. L’ultimo successo è del 4 febbraio 2024. Sono passati 741 giorni", scrive La Gazzetta dello Sport.
"Chivu è uno che studia, ascolta e parla poco, ma quando lo fa se ne ricordano tutti. Si può dire che se l’Inter è lassù, davanti a tutte, il merito è anche della Juventus. All’andata, dopo il ko per 4-3 arrivato all’ultimo secondo, Cristian strigliò la squadra a muso duro nello spogliatoio dell’Allianz palesandosi in ritardo davanti alle tv. Puntò il dito sul gruppo, mai sul singolo, sottolineando alcune leggerezze difensive e facendo leva sull’orgoglio. Lì i giocatori capirono di aver di fronte uno che vale la pena seguire. La scintilla definitiva per imbracciare le idee di uno che già in Primavera, per alleggerire la pressione sui ragazzi dopo alcune sconfitte, adottava strategie alternative: tutti a giocare a paintball, niente allenamento. Ce lo raccontò Lorenzo Miconi, 20 anni, terzino dei baby nerazzurri: «Voleva che risolvessimo i problemi tra di noi. Prima di ogni seduta ci riuniva nella sala video e usciva per aspettarci in campo. “Allora, cosa vi siete detti?”, ci diceva. Poi passavamo i pomeriggi a giocare a paintball per unirci di più». Ora è un’altra storia, altri profili, ma il filo che lega i due Chivu è lo stesso. E cinque mesi dopo è un’altra Inter. Costruita anche grazie alle strigliate. A novembre ad esempio, dopo il 2-1 al Kairat Almaty, Chivu rimproverò i suoi nello spogliatoio per aver calato l’attenzione dopo i primi due gol".
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