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Napoli, ira De Laurentiis. Mercato frenato per colpa delle 4 big: ecco il motivo del rifiuto

Andrea Della Sala Redattore 
Il presidente del Napoli ha proposto di cambiare la norma che blocca il mercato del suo club, ma tre club astenuti e uno ha rifiutato

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha proposto di cambiare la norma che blocca il mercato del suo club, ma tre club astenuti e uno ha rifiutato

"Lunedì, durante l’assemblea della Lega Serie A, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis non le ha mandate a dire ai suoi colleghi. Il suo è stato un intervento-sfogo dai toni molto decisi, come spesso gli capita quando l’argomento lo coinvolge in prima persona. «Ma come, le mie casse sono piene e non posso operare sul mercato liberamente per una norma iniqua? Cambiamola! Chi è d’accordo con me? Andiamo al voto», questo più o meno il succo del suo intervento relativo al nuovo indicatore economico-finanziario dell’attuale mercato invernale, che ha sostituito i parametri precedentemente in vigore per stabilire la possibilità o meno dei club di operare senza vincoli", scrive La Gazzetta dello Sport.

Che la norma si debba cambiare è un’idea che troverebbe d’accordo tutte e venti le società. Ma è la tempistica invece che ha provocato la frattura tra alcuni club. Perché se il cambio della norma fosse stato discusso a mercato invernale terminato, i venti voti sarebbero arrivati senza problemi. Oggi invece non è così. E la votazione ha prodotto la spaccatura. La maggioranza di fatto lunedì ha votato per dire sì alla proposta di De Laurentiis. Per la precisione, 16 sono stati i club favorevoli. Tre invece le società astenute: Inter, Juventus e Roma. Non un sì, ma nemmeno un no. Un’astensione, quella di Inter e Juve, di fatto anche politica, visto che i due club sono rappresentati nel consiglio federale Figc rispettivamente dal presidente Beppe Marotta e dal direttore delle strategie societarie Giorgio Chiellini. L’astensione della Roma è arrivata per tutelare la regolarità della competizione. Un concetto estremizzato dal Milan che col “no” ha ribadito lunedì come a stagione in corso non sia possibile cambiare le regole, soprattutto se coinvolge operazioni di mercato che potrebbero stravolgere l’equilibrio delle attuali forze in campo.

"Ogni richiesta di cambiamento dovrà passare attraverso una revisione delle Noif, le Norme Organizzative Interne Federali. La Lega ha chiesto quindi alla Figc un intervento rapido in tal senso. Martedì sera il presidente federale Gabriele Gravina convoca un Consiglio straordinario, in video conferenza vista la ristrettezza dei tempi. Ieri mattina il caso viene discusso (Marotta non si è collegato per motivi personali): di fatto si condivide la richiesta della Lega, chiedendo però alla stessa di raccogliere formalmente la rinuncia delle società contrarie e astenute in assemblea (quindi Milan, Inter, Juve e Roma) a qualsiasi ipotesi di azione futura nei confronti dello stesso Consiglio federale. Si vogliono evitare, in pratica, possibili azioni legali. E ora? Come nel Gioco dell’Oca tutto torna indietro, in Lega Serie A. Col presidente Simonelli che se vorrà portare nuovamente l’argomento all’attenzione del consiglio Figc dovrà ottenere unanimità sulla richiesta. Scontato che gli astenuti resteranno tali, come il no del Milan. In soldoni, non accadrà nulla. E la norma non verrà toccata", spiega Gazzetta.