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Il capitano Lautaro Martinez continua a segnare e a trascinare la squadra. Il gol al Sassuolo gli permette di raggiungere una leggenda come Boninsegna nella classifica dei bomber di tutti i tempi dell'Inter.
"Lautaro Martinez è tornato nella Milano a cinque cerchi con al collo il suo bronzo di giornata: ormai tra i bomber nerazzurri di ogni epoca gli sono davanti soltanto il patriarca Pepìn Meazza e Spillo Altobelli. Il 171o centro, realizzato con girata furba di sinistro durante il martirio del povero Sassuolo, lo ha messo accanto a un’altra leggenda interista: Roberto Boninsegna è inchiodato alla stessa cifra dal lontano 1976, anche perché ufficialmente non gli vengono conteggiate due reti nel defunto trofeo Picchi. Per festeggiare l’ennesimo traguardo, quel tenerone di Lautaro ha chiamato a sé il migliore amico degli ultimi anni: in questa trasferta emiliana è tornato a piazzarsi accanto a Marcus Thuram, a lungo gemello dell’argentino e adesso insidiato dal bambino Pio nel ruolo di primo cavaliere del re. Per una volta il rampante Esposito è rimasto un passo indietro, si è limitato a sostituire il capitano per l’ultimo quarto d’ora", racconta La Gazzetta dello Sport.
"Come la Goggia custodisce nel suo scrigno anche un oro e un argento olimpici, pure Martinez si è immediatamente messo a caccia dei due metalli mancanti: aver preso Bonimba al terzo posto non basta, comincia la lunga marcia di avvicinamento ad Altobelli, secondo a quota 209. Di questo passo l’aggancio potrebbe arrivare già nella prossima stagione, mentre Meazza galleggia lassù, nell’Empireo, apparentemente irraggiungibile con 284 marcature. Il 28enne Lautaro è coperto da un lauto contratto per altre tre stagioni e mezzo, ma adora questi colori al punto che non è azzardato immaginarselo in nerazzurro anche oltre il 2029: basterebbero altri sei anni a questi ritmi per scalare la montagna fino alla cima. Difficile ma non impossibile, e poi la fiamma olimpica che brucia all’Arco della Pace, a qualche centinaia di metri da casa Martinez, ispira nobili imprese. In fondo, l’argentino sta costruendo la carriera come un atto d’amore per il nerazzurro, così si è messo sulla scia di altri grandi che hanno fatto voto di fedeltà a una sola maglia: tra i giocatori a segno esclusivamente con una squadra, solo cinque hanno realizzato in campionato più reti dell’argentino: è a 129 come Bettega, davanti Pascutti col Bologna (130), Riva col Cagliari (156), Boniperti e Del Piero con la Juve (178 e 188), Totti con la Roma (250)".
"Lo spirito non sorprende perché il capocannoniere (14 reti) riempie con la sua leadership l’intero campo e investe gli avversari: ieri, ad esempio, consolava il collega Berardi nel momento di massima frustrazione sassolese. Quando il controverso Luis Henrique ha messo dentro il 5-0, l’argentino ha pure rischiato l’osso del collo in panchina. Festeggiando con Thuram, è andato vicino a una pericolosa caduta, ma è rimasto in piedi grazie a doti da equilibrista che usa spesso in area. Gli serviranno anche nello spericolato inseguimento alla storia e oltre, fino a raggiungere l’oro di Olimpia", aggiunge Gazzetta.
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