"Antonio Conte avrebbe dovuto fare una sola cosa: chiedere scusa. A Napoli, al club, ai giocatori". Apre così Libero il suo editoriale sul tecnico azzurro dopo l'eliminazione dalla Champions League e il piazzamento al 30esimo posto su 36 squadre. Durissimo il quotidiano nella critica all'allenatore: "Perché ha dimenticato di allenare una squadra reduce da due scudetti in tre anni, e perché ha ignorato che il Napoli ha uno status europeo riconosciuto, fatto di una presenza costante durata 15 anni e di grandi partite di Champions giocate come minimo alla pari contro i colossi del continente.

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Libero demolisce Conte: “Doveva solo chiedere scusa! Ora sarà fallimento totale e fatale se…”
Se al primo anno ha potuto appoggiare la retorica della piccola provinciale che deve lottare contro i giganti al decimo posto e all’assenza dell’Europa, al secondo anno questa narrazione non ha più avuto basi su cui reggersi. Non è credibile e, soprattutto, non porta a nulla. Come può un club con solide basi come il Napoli compiere un salto di qualità se l’allenatore ripete - in salse diverse - che questo salto è impossibile? Anzi, peggio, che essere a questi livelli con queste misere risorse è un miracolo? Il Napoli è sempre stato all’altezza del Chelsea di turno. Lo è stato anche stavolta nonostante gli assenti, ragion per cui si poteva chiedere scusa per le sei partite precedenti anziché rimarcare la presunta impresa in quest’ultima.
Per difendere quale reputazione, poi, non si sa. Conte è alla quarta eliminazione alla prima fase della Champions tra Juventus, Inter e Napoli, e in due di queste occasioni aveva in mano squadre scudettate. Non solo: prima di questo Napoli, l’ultima squadra campione di Serie A, Liga, Premier e Bundesliga a essere eliminata ai gironi di Champions è stata... la Juventus di Conte nel 2013/14. Sia chiaro, Conte è un fuoriclasse a rianimare squadre crollate, ma non riesce a condurle allo step successivo, ovvero quello della permanenza nell’élite. Ora torna nella sua zona di comfort del mono-impegno, e non c’è alibi che tenga: se non arriva nelle prime quattro, sarà fallimento non solo totale, ma anche fatale. Si materializzerebbe il sospetto del tecnico da “una stagione e via”, l’incubo di qualsiasi top club contemporaneo, categoria alla quale il Napoli appartiene".
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