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CdS / Inchiesta arbitri, il ‘non sistema’ di Rocchi: verso l’archiviazione per 4 motivi

Alessandro De Felice
Alessandro De Felice Redattore 
Il Corriere dello Sport rivela le novità e i retroscena dopo l'interrogatorio dell'ex designatore, durato cinque ore

Un interrogatorio lungo cinque ore. L’ex designatore Rocchi è stato ascoltato alla Procura di Milano dal sostituto Ielo e il pm Ascione nell’ambito dell’inchiesta sugli arbitri.

Sul tavolo restano le presunte «designazioni combinate» e l’obiettivo è sempre l’Inter” scrive il Corriere dello Sport.

Le partite interessate Inter-Verona del 3 maggio 2025 e Torino-Inter del 26 aprile 2026, che si aggiungerebbero a Inter-Milan semifinale di Coppa Italia del 23 aprile 2025 e Bologna-Inter del 20 aprile 2025 hanno tutte alcuni punti in comune, come sottolinea il quotidiano:

“a) Rocchi al telefono è sempre con i suoi vice (all’epoca erano Gervasoni, Tommasi, Ciampi, Di Liberatore e Tonolini); b) nessuno di loro risulta indagato; c) se l’Inter era la società favorita, nessun dirigente dell’Inter (nemmeno il referee manager Schenone, già ascoltato da Ascione) risulta indagato; d) in tutti e quattro i casi vengono contestate all’ex internazionale o le designazioni o l’esatto contrario. E non può essere”.

Il Corriere dello Sport non ha dubbi:

“Si tratta di un «non sistema» che starebbe portando (secondo alcune voci provenienti da Milano) all’ipotesi di archiviazione”.

Il modus operandi è lo stesso:

“Per Inter-Verona del 2025, secondo chi indaga, viene designato Manganiello per evitare lo “sgradito” Sozza. Mentre per Torino-Inter dell’aprile scorso (praticamente l’ultima designazione di Rocchi prima dell’autosospensione), Mariani (nostro rappresentate ai Mondiali) che sarebbe stato sgradito all’Inter, viene invece designato proprio per i nerazzurri solo dopo - per gli inquirenti - «l’assenso dell’Inter»”.

Le accuse non trovano riscontri nei fatti:

“Lo stesso che si scrisse per Colombo (gradito) e Doveri (sgradito), salvo che poi il primo fu contestato e l’altro diresse due volte l’Inter nonostante il presunto intervento”.

Rocchi ha spiegato, in poco meno di sei ore, come funziona il «non sistema» di chi si è alternato alla guida della CAN.

“L’obiettivo è mandare l’arbitro nelle condizioni migliori per la partita. E - tanto per citare il caso-Mariani - l’internazionale di Aprila, che aveva fatto Inter-Napoli finita fra le polemiche, aveva titubato davanti alla possibilità di riavvicinarsi all’Inter, cosa che era nelle intenzioni di Rocchi già prima di quella partita. Lo stesso, ed è solo un esempio, successe a Orsato, attuale designatore della CAN, dopo il famoso Inter-Juve e il caso Pjanic-Raphina. Tre anni lontano dall’Inter, il designatore era Rizzoli”.