Inter prima, Milan secondo. Chivu contro Allegri, due generazioni a confronto. Stesso modulo di base, il 3-5-2, ma con interpretazioni diverse. Ne parla La Gazzetta dello Sport: "Cristian Chivu, alla prima annata dall’inizio in Serie A, comanda il campionato; Max Allegri, 526 panchine in campionato e sei scudetti, insegue a tre punti. Entrambi adottano un sistema base simile, identificabile nel 3-5-2. Entrambi però propongono delle variazioni che possono essere decisive nella lunga competizione per il titolo".

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Stesso modulo, interpretazioni diverse: il 3-5-2 la base dei successi di Inter e Milan
"Chivu ha ereditato il sistema da Simone Inzaghi che lo aveva ricevuto da Antonio Conte. L’interpretazione per alcuni tratti dell’azione è comunque differente, meno palleggio, più verticalità; meno sostituzioni automatiche, e togliendo alcune pedine anche l’atteggiamento tattico può cambiare pure se si tratta di ruolo su ruolo. L’allenatore romeno non ha voluto estirpare le radici ben piantate, ma le annaffia anche in maniera diversa. Per evitare di vedere un’Inter scontata, alcune sistemazioni cambiano".
"Per la prima volta in stagione il Milan a Como è partito con il 4-4-2 per avere una doppia copertura ai lati, dove Fabregas poteva indirizzare l’azione offensiva, come poi è avvenuto. Con la squadra in sofferenza Allegri ha alzato Saelemaekers e allargato Leao (il 4-3-3 sospettato in estate) mentre si è difeso anche a 4-1-4-1. Nella ripresa è tornato alla versione difensiva del 3-5-2, ossia 5-3-2 poi declinato in 5-4-1 con Füllkrug punta avanzata. Troppi numeri possono confondere (anche gli avversari), ma la sostanza non cambia. Anche Allegri, con un organico più ridotto di quello dell’Inter, ha la possibilità di cambiare, rendersi flessibile, far uscire i suoi dalla routine".
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