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"È un fallimento e la sconfitta a testa alta al Maradona contro il Chelsea rende ancora più forti i rimpianti del Napoli, che ha chiuso addirittura al trentesimo posto il maxigirone di Champions e deve mangiarsi le mani soprattutto per il pareggio della settimana scorsa a Copenaghen, che numeri alla mano si è rivelato fatale". Apre così l'articolo di Repubblica sull'eliminazione del Napoli dalla Champions League.
"Bastava poco per evitare l'eliminazione e gli azzurri hanno avuto il torto di affrontare con l'atteggiamento giusto solo gli ultimi 90', condizionati dalla grave emergenza. Niente alibi, però: l'Europa è stata ancora un volta amara per il tecnico leccese, che ha confermato la sua idiosincrasia per le Coppe internazionali. A fine gennaio — con la zona scudetto lontana 9 punti — la stagione è in buon parte compromessa.
Uniche note liete la scoperta del giovane centrocampista Antonio Vergara e la vicinanza dei tifosi, che alla fine hanno lo stesso applaudito i loro giocatori. Il danno era stato fatto purtroppo prima, non ieri sera. Il Napoli ha dovuto fare i conti con gli ingombranti rimorsi per le tante occasioni gettate via nelle precedenti sette partite, in cui era stato capace di mettere da parte appena 8 punti sui 21 a disposizione, collezionando brutte figure soprattutto in trasferta. ", ribadisce il quotidiano.
Il Napoli aveva cominciato infatti la partita con l'atteggiamento giusto e nonostante le 11 assenze s'era fatto forte della carica dei 55 mila tifosi in tribuna che, chiamati a raccolta da Conte alla vigilia, hanno interpretato con ammirevole trasporto il ruolo di dodicesimo uomo. Gli azzurri erano imbattuti a Fuorigrotta dall'11 gennaio 2024 e si sono aggrappati alla magia del loro stadio per ribellarsi all'eliminazione, stringendo in qualche modo d'assedio la metà campo del Chelsea per tutto il resto del primo tempo. Non sono dunque arrivati per caso il bellissimo gol del centrocampista Vergara (piroetta e rasoterra nell'angolino) e di Hojlund (stoccata sotto misura), sul secondo assist di Olivera. Annichiliti i campioni del mondo, che hanno confermato di non essere invulnerabili in difesa.
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