A inizio stagione era stato chiesto un incontro tra arbitri e allenatori che non è ancora arrivato ma potrebbe esserci a marzo. Ne parla il quotidiano La Stampa che sottolinea come questo lungo rinvio abbia portato all'incomunicabilità tra le due categorie. Che si sono ritrovate contro soprattutto nell'ultimo fine settimana, quando De Rossi, Gasperini e Spalletti hanno commentato le decisioni dei direttori di gara.

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La Stampa – Tensione tra arbitri e allenatori: incontro rinviato. Il rigore dato al Napoli…

Il designatore Rocchi avrebbe voluto parlare con gli allenatori a inizio stagione ma il calendario troppo fitto - ha spiegato Scacchi sul quotidiano torinese - ha prevalso sulla necessità di un incontro. "Sembrava fatta per questo giovedì, ma ancora una volta è arrivata una fumata nera per l'esigenza in vista della prossima giornata", si legge.
"Resta l'opzione di vedersi nella pausa per il playoff mondiale dell'Italia. Ma a quel punto mancheranno solo due mesi al termine del campionato, con un grado di utilità molto basso. La Lega Serie A, però, assicura che dalla prossima stagione sarà reintrodotta l'abituale riunione annuale tra allenatori, capitani e arbitri. La volontà è convocarla già ad agosto per stabilire linee interpretative comuni", scrive lo stesso giornale.

Le valutazioni del designatore
—"In parte la valutazione del designatore sugli ultimi episodi contestati può essere un primo punto di contatto. È stato considerato eccessivo il rigore
concesso al Napoli contro il Genoa, per il fallo di Cornet su Vergara, duramente contestato da De Rossi. Non doveva essere assegnato. Per i vertici arbitrali certi fischi abbassano la soglia di punibilità, finendo per alimentare un cortocircuito su altri campi. Ad esempio, viene ritenuto giusto non sanzionare col rigore in Juventus-Lazio l'entrata di Gila su Cabal, giudicata comunque più seria di quella di Marassi. Un'apertura arriva anche sul professionismo arbitrale", spiega ancora La Stampa.
"Al prossimo incontro con gli arbitri la Serie A porterà alcune richieste. La prima è limitare davvero l'utilizzo del Var alla correzione di «chiari
ed evidenti errori», come prescrive il protocollo dell'International Board. La seconda è accorciare le revisioni al monitor a non più di un minuto,
per non trascinare troppe partite in un territorio da tempi supplementari. Anche perché - si sostiene - un'analisi troppo lunga al monitor finisce
per contraddire l'esistenza di un chiaro ed evidente errore".
"In Via Rosellini inoltre c'è chi fa il tifo per l'introduzione del Var a chiamata a beneficio degli allenatori, cercando di capire se esistono margini regolamentari per farlo con il protocollo attuale. Le possibilità sembrano ridotte", conclude il giornale.
(Fonte: La Stampa)
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