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Finisce 0-0 la semifinale d'andata tra Como e Inter. Poco spettacolo e pochi tiri in porta, il ritorno si giocherà a San Siro il 21 io 22 aprile
"L’Inter ha puntato tutto sullo scudetto e ha in testa il derby di domenica. Come se non bastasse, Cristian Chivu si ritrova con le punte contate per gli infortuni di Lautaro e Bonny. Il Como, nel suo piccolo, che tanto piccolo non è, anzi, il Como, si diceva, alla Champions pensa, al di là delle dichiarazioni di facciata, e tra la trasferta imminente di Cagliari, sabato 7, e lo scontro diretto contro la Roma il 15 marzo, ha affrontato con precauzione questa andata delle semifinali di Coppa Italia. Ne è venuto fuori uno 0-0 abbastanza sciapo. In 90 minuti, un solo vero tiro nello specchio: lo ha effettuato Nico Paz (il palo di Darmian è arrivato su un’ipotesi di cross)", analizza La Gazzetta dello Sport.
"Il pari senza gol avrà entusiasmato chi ama le analisi tattico-strategiche in stile Coverciano, perché nel primo tempo Cesc Fabregas ha mostrato un Como trasformista, difficile da inquadrare e da decodificare. Niente di inedito, Fabregas ci ha abituati alle sorprese – nei quarti a Napoli si era inventato Caqueret centravanti -, però dell’allenatore spagnolo apprezziamo la tensione continua, la voglia di esplorare. Scollinati i primi 45 minuti e uno avvio di ripresa scoppiettate, però esauritosi in un battito d’ali, Como e Inter hanno deciso di rinviare tutto al ritorno del 21 o 22 aprile a San Siro. Una decina di giorni prima, Fabregas e Chivu si incroceranno di nuovo al Sinigaglia in campionato. C’è ancora tempo per stabilire se il gran rifiuto di Fabregas all’Inter, nel 2025, sia stata una porta girevole azzeccata o meno", aggiunge il quotidiano.
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