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Getty Images
Il pari contro l’Atalanta ha evidenziato ancora una volta un grande difetto di questa Inter di Cristian Chivu, ovvero la poca concretezza in fase di finalizzazione. Senza Lautaro la squadra nerazzurra continua a faticare terribilmente in avanti, con Pio Esposito che riempie solo una parte del vuoto lasciato dal Toro.
A mancare è Marcus Thuram, diventato la controfigura di se stesso: “vedendolo vagare spaurito in campo anche contro l’Atalanta, tutti si sono chiesti dove sia mai finito”.
La Gazzetta dello Sport sottolinea l’errore del possibile 2-0:
“Avrebbe cambiato completamente lo svolgimento del romanzo e azzerato il rischio di polemiche finali. In quell’azione, Mkhitaryan lo aveva liberato a tu per tu con Carnesecchi, ma il figlio di Lilian non ha la mira dei giorni migliori: ha sparato addosso al guardiano della Dea e ha poi sentito i mugugni di San Siro, teatro crudele per tutti, anche per i vecchi idoli”.
I numeri sono definiti ‘crudeli’:
"La rete manca dall’8 febbraio, 34 lunghi giorni: da quando i nerazzurri sono andati a scampagnare a Reggio Emilia contro il Sassuolo. In questo 2026 le reti sarebbero comunque tre, ma le altre due sono arrivate solo all’alba dell’anno, tra il 4 e il 7 gennaio, nelle sfide al Bologna e quella successiva al Parma".
Delle 7 reti di Thuram in A (una ogni 202’), 3 nelle prime tre gare. Dopo il gol al Como del 6 dicembre, gli altri tre tutti nel 2026 a squadre emiliane: contro Bologna, Parma e Sassuolo (l’ultima, l’8 febbraio).
Ora i nerazzurri attendono cenni da Thuram:
“Adesso l’Inter spera in qualche segno di vita da parte di Marcus, che anche l’anno scorso, però, subì lo stesso pericoloso calo: inizio col botto segnando 7 gol nelle 7 iniziali, prima di smarrirsi, ritrovarsi e perdersi ancora sul lungo periodo (appena due reti dal tramonto del dicembre 2024 fino al termine del campionato)”.
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