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Il giornalista, Sebastiano Vernazza, ha espresso il suo parere sul cammino dell'Inter in Champions e sulla gara giocata domenica contro il Napoli
Inter-Napoli è stata uno spot per il nostro calcio. L’hanno vista milioni di persone in tutto il mondo e, se per assurdo un telespettatore non avesse saputo a quale campionato appartenesse la partita, avrebbe potuto collocarla in Premier League, il torneo più celebrato. Inter-Napoli ha avuto picchi di alta intensità, un valore molto evocato in Champions. Forse è stata un’eccezione o forse no, perché in Italia qualcosa si è smosso, è diminuito il tasso di sonnolenza. Anche Genoa-Cagliari e Juve-Cremonese di lunedì sera sono state giocate a tutta, senza manfrine né infingimenti. In Inter-Napoli e in tanti altri match di Serie A si continuano a perdere minuti per le sceneggiate e i teatrini attorno agli arbitri, un male endemico, che ci portiamo dietro da sempre.
L’Inter è partita forte, quattro vittorie contro formazioni modeste, poi le sconfitte contro Atletico Madrid e Liverpool. Quel che sembrava certo, la qualificazione agli ottavi, non è più tale, l’Inter rischia la tagliola dei playoff, sempre che la situazione non precipiti. Gli ultimi due avversari, l’Arsenal a San Siro e il Borussia a Dortmund, appartengono alla categoria dei grandi club e l’Inter di Chivu ha una sua coerenza di fondo, batte le formazioni deboli o presunte tali e perde o non vince contro le più accreditate. Unica eccezione, il successo sulla Roma all’Olimpico in ottobre. È possibile acciuffare lo scudetto senza prevalere negli scontri diretti, basta non perdere un colpo contro le medio-piccole. In Europa è diverso: oltre la prima fase, la Champions diventa un imbuto e per salire di livello bisogna eliminare i più bravi, come l’Inter stessa sa bene, perché negli ultimi tre anni ha raggiunto per due volte la finale.
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