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CAIRATE, ITALY - JANUARY 24: Head coach AC Milan Massimiliano Allegri speaks with the media during press conference on January 24, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)
Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, intervenuto in conferenza stampa, è tornato così sui fatti di Inter-Juventus di sabato sera: "In questo momento hanno già parlato tanti, è inutile continuare: noi dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo e non spendere energie mentali su quello che è successo. Nel calcio queste situazioni ci sono sempre state, ci sono e ci saranno: ci sono persone di competenza che stanno lavorando per migliorare il VAR sull'oggettività. Il resto rimane soggettivo e rimane opinabile. Per noi l'importante è domani e sono i punti: abbiamo un obiettivo da raggiungere e va fatto un altro passettino.
In Italia ci sono tante pressioni perché la qualificazione in Champions per un'italiana è questione di vita o di morte economica: bisogna rimanere lucidi sull'obiettivo finale perché tutto passa da lì. Le simulazioni? Il calcio è diventato velocissimo e non è facile arbitrare: c'è anche la fisicità dei giocatori che è diversa. C'è da migliorare il VAR: devi sperimentare. Intanto cerchiamo di arrivare all'oggettività. Secondo me la cosa che va assolutamente cambiata è quando c'è un fuorigioco e l'azione va in calcio d'angolo, l'angolo non si può dare perché è un'azione da gol pericolosa. Parisi e Bastoni sono soggettività a discrezione dell'arbitro: non puoi farci niente. Devono capire se deve intervenire il VAR e come intervenire. E' il gioco del calcio, non è facile spiegare: non possiamo indottrinare tutti. E' bello perché il più bello può battere il più forte: quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma i primi ad essere dispiaciuto credo siano i protagonisti.
Ora bisogna riprendere a giocare e fare un bel finale di stagione. Unici a tenere aperto lo scudetto? Non siamo l'unica squadra perché il campionato è lungo e può succedere di tutto in una settimana: noi non dobbiamo avere un dispendio di energie in fattori esterni. Dobbiamo essere inquadrati nel guardare il nostro obiettivo del 25 maggio: in questo momento ci vogliono i paraocchi. Rischio di perdere lo scudetto in albergo come nel 2018 il Napoli? Perché dovremmo avere la morte nel cuore? Stiamo facendo cose buone: l'Inter in questo momento è la netta favorita del campionato. Sono partiti favoriti col Napoli e ora lo sono ancora di più, è la nettissima favorita: noi dobbiamo perseguire un obiettivo per il quale mancano tanti punti perché dietro camminano. Bisogna stare calmi, pensare a lavorare: quando avremo raggiunto l'obiettivo Champions, vedremo.
L'Inter può compattarsi per le polemiche o perdere qualcosa? Impossibile dirlo, a fine campionato lo diremo: tutto dipende dal risultato finale che riusciremo ad ottenere che è la cosa che conta. Ora sono tutte supposizioni, ma i se non contano niente, conta il campo. Io dalle polemiche, visto che ci sono caduto anch'io sbagliando, mi tolgo e ascolto. Dalle prossime tre partite si capirà quando arriveremo a giocare il derby dove saremo. Se Bastoni mi ha ricordato Muntari? No, quella era una roba oggettiva. Quello scudetto non l'abbiamo perso per Muntari, ma dopo: un episodio condiziona una partita, non tutto il campionato. Era gol, è oggettivo: ma non abbiamo perso per quello. Sabato non era oggettivo? Non lo so, devono decidere se può intervenire, poi decideranno ancora: l'oggettività nel tennis è la palla dentro o fuori".
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