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Chivu: “Abbiamo fame! Pazza idea Diouf, la mia su Pavard”. Marotta: “I paletti di Oaktree…”

I Campioni d’Italia si sono radunati questa mattina ad Appiano Gentile per il primo giorno di lavoro della nuova stagione
Daniele Vitiello
Daniele Vitiello Redattore/inviato 
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La nuova stagione dell’Inter comincia oggi. I Campioni d’Italia si sono ritrovati questa mattina ad Appiano Gentile, agli ordini di Cristian Chivu, per il primo giorno di lavoro. Alle 14:30 l’allenatore nerazzurro parlerà in conferenza stampa, che sarà introdotta dal presidente Beppe Marotta. Su Fcinter1908.it la diretta testuale dell’appuntamento.

Le parole di Marotta

Qui l'intervento del presidente nerazzurro:

“Buongiorno a tutti, benvenuti. Per noi è motivo di privilegio essere qua e iniziare la stagione sportiva per il fatto di essere Campioni in carica con scudetto e coppa Italia. Le vittorie sofferte, arrivate grazie alla cultura del lavoro, alla capacità del mister e dei giocatori ci inorgogliscono molto. Piero Ausilio, Dario Baccin, Zanetti, lo staff medico e tutti i collaboratori che quotidianamente supportano il lavoro della squadra. Oggi ci si ripresenta ai nastri di partenza con degli obiettivi prefissi: siamo l’unica squadra italiana che partecipa a quattro competizioni, in virtù del fatto che la Supercoppa quest’anno sarà in partita secca e contro la Lazio.

Gli obiettivi sono tutti di grande prestigio: dobbiamo cercare di performare molto meglio in Champions League, la competizione più importante al mondo. Ci troviamo a confrontarci con delle corazzate, anche in termini di sforzi profusi dai club, ma noi abbiamo una cultura del lavoro che ci ha sempre contraddistinto. Nello sport non esiste la legge di chi più spende più vince, ma la legge che si può sostituire il modello del denaro con delle situazioni che ho già elencato. Siamo campioni in carica, quindi si apre uno spiraglio: dal 2020 a oggi nessuna squadra ha vinto due scudetti di fila, questo è un obiettivo per noi. Immaginare di rivincere lo scudetto sarebbe un traguardo storico.

Abbiamo un nemico che è interno a noi, la sindrome della vittoria che non deve portare appagamento: dobbiamo non sentirci appagati. Quando ci si sente appagati, la fatica in più o lo sforzo in più non lo si fa. Questo riguarda tutti, non solo la squadra, ma anche la dirigenza e la parte corporate. Cerchiamo di vincere attraverso un modello sostenibile. La nostra proprietà è arrivata in un momento in cui il club era in difficoltà, ci è stata accanto e oggi siamo in una situazione molto solida grazie a loro. Hanno profuso investimenti e accolto le nostre esigenze di ampliare le strutture che servono per l’attività sportiva.

Saranno fatti investimenti tra Appiano e Interello di oltre 100 milioni. La loro presenza è silente, ma ci sono stati sempre vicino. Rappresentano un modello da seguire. Raggiungere gli obiettivi è difficile, ma non deve caricare di responsabilità all’allenatore: l’importante è dare tutto. Se altri saranno più bravi di noi, riconosceremo i meriti. Sono però sicuro che la squadra che è fatta di professionisti seri e che ha un forte senso di appartenenza sia in grado di reggere le aspettative che deve avere la squadra da battere.

Ricopriamo questo ruolo con grande orgoglio, non ci nascondiamo: dovremo far meglio che arrivare nei primi quattro. L’asticella deve rimanere alta. Questi sono i principi basilari che devono contraddistinguere la visione e degli obiettivi della stagione. Ci sono delle regole nel tesseramento, noi con orgoglio ad esempio diciamo che abbiamo i quattro giocatori prodotti dal settore giovanile mentre altri sono in difficoltà. Uno dei principi è valorizzare il settore giovanile. Manca qualcosa di importante ultimamente, ma cercheremo di raggiungerlo".