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Chivu: “Sommer? Ne ha viste belle e brutte. Luis Henrique? Squadra ha applaudito”
Il girone di Champions League dell'Inter si chiude in quel di Dortmund. Domani i nerazzurri affronteranno il Borussia per assicurarsi almeno la parte alta nel tabellone degli spareggi, senza fare troppo affidamento sulla possibilità di qualificazione diretta. Per quello servirebbe un allineamento di pianeti molto improbabile. Anche di questo parlerà Cristian Chivu in conferenza stampa al Signal Iduna Park.
Qui le sue considerazioni, raccolte dall'inviato di Fcinter1908.it in Germania: “Mi basta che la squadra lotti per essere competitiva, ciò che fanno quotidianamente. Lavorano per aggiungere qualcosa che è mancato in passato. Hanno sempre reagito, fatto vedere che sono pronti ad abbracciare qualsiasi idea. Stanno crescendo e facendo bene. Con alti e bassi, ma che fanno parte del processo”.
Squadra pronta per un finale di stagione impegnativo?
“Siamo quattordicesimi in Champions League, l’obiettivo era finire nelle prime otto. Domani affrontiamo una squadra in salute, c’è tanta energia in questo stadio e noi dobbiamo essere pronti dal punto di vista fisico e mentale. Del campionato avremo tempo di parlare quando finirà questa partita. La squadra ha una rosa importante, tutti si sentono importanti e coinvolti. Lo hanno fatto vedere quando è stato scelto di far vedere il loro apporto, l’hanno fatto molto bene”.
Sommer e Luis Henrique come stanno?
“Bene, stanno reagendo. Sono professionisti e hanno una stima importante da parte dei loro compagni. La squadra ha applaudito la mia scelta, non dovuta dalla prestazione di Luis Henrique. L’ha abbracciato, applaudito, anche se non c’era bisogno. Abbiamo parlato della mia scelta. Sommer ha esperienza, ne ha vissute di belle e brutte. Sa gestire determinati momenti, conta la stima e il rispetto dei loro compagni. Il resto conta poco”.
Cosa ha portato il percorso in Europa?
“Abbiamo perso partite che meritavamo di più, ma come dico spesso: abbiamo ciò che meritiamo. Inutile dire che abbiamo perso a Madrid l’ultimo secondo o che abbiamo subito un rigore che non c’era contro il Liverpool. Dall’Arsenal dal punto di vista della motivazione del coraggio abbiamo fatto una buona partita. Il 3-1 racconta poco, alla fine avevamo messo tre punti per cercare di pareggiarla. La squadra è cresciuta dal punto di vista mentale, dell’atteggiamento e della motivazione. Gli errori arrivano: le stagioni perfette e le prestazioni perfette non esistono. Bisogna sempre provare a correggersi”.
Dortmund difficile da decifrare.
"In questo stadio non è semplice, per l'energia che trasmette e l'ambizione che mette quando gioca in casa. Con Kovac sono riusciti ad avere continuità, elaborano un gioco più dominante. Sappiamo che non sarà semplice, ma come tutte le squadre hanno anche loro problemi. La fase difensiva non è al massimo, stanno lavorando molto per correggere queste situazioni".
Quanto conta avere eventualmente il ritorno in casa nello spareggio?
“Il vantaggio di giocare in casa è sempre importante. Reggi dal punto di vista della pressione. Sono domande che hanno una ragione fino a un certo punto. Siamo professionisti, nel calcio del 2026 sono cambiate le regole. Bisogna entrare in campo per dare il massimo in gara secca come in un match andata e ritorno. Il calcio regala tante cose e tu devi essere pronto ad affrontarle”.
Cosa è successo a Barella?
"Ha avuto un risentimento muscolare, abbiamo deciso di fermarlo. Farà esami domattina, ma non sarà niente di grave. Per qualche giorno starà fermo, almeno speriamo".
Si può pensare di dosare le forze di Lautaro?
"Non vuole mai riposare. Noi non vogliamo mai fare a meno dei nostri giocatori, tutti si mettono a disposizione e vogliono dare un contributo".
Cosa chiedi a Zielinski in campo? Come mai sta giocando meglio?
“Dovrebbe essere contento per come sta giocando. E’ un giocatore fantastico, per qualità e tutto quello che mette anche in una posizione non sua. Sta provando a migliorare la sua forma di settimana in settimana”.
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