Cristian Chivu, tecnico dell'Inter, intervenuto in conferenza stampa a San Siro, ha commentato così la sconfitta in casa contro il Club Brugge
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Cristian Chivu, tecnico dell'Inter, intervenuto in conferenza stampa a San Siro, ha commentato così la sconfitta in casa contro il Club Brugge in Champions League.
"La fase difensiva il problema sono state le pressioni sbagliate e le distanze lunghe: quando ci siamo attaccati sui riferimenti siamo arrivati sempre in ritardo dall'1-1 in poi. Nel primo tempo abbiamo fatto una buona gara, giusto anche soffrire il loro palleggio perché sanno fare certe cose: ma abbiamo mantenuto le distanze giuste. Poi nel secondo abbiamo avuto due occasioni chiare, abbiamo perso lucidità, siamo diventati frenetici facendo pressioni quando non serviva. Poi per la verticalità e la velocità sugli esterni ci hanno fatto il 2-1, poi presi dalla frenesia e colpiti dall'amarezza non siamo tornati più in partita.
Una spiegazione per cui si fa così fatica? Una spiegazione non c'è, sappiamo che nelle ultime otto partite ne abbiamo perse sette: sappiamo cosa non va in certe partite. Ma non vuol dire che siamo più scarsi di ieri o l'anno scorso: bisogna trovare la mentalità giusta e l'equilibrio giusto per agire in questa competizione in cui il livello è molto alto. A noi mancano sei partite, faremo del nostro meglio cercando di invertire la rotta e la tendenza dell'ultimo anno.
Le rimonte? Senza rabbia e determinazione non riesci a farle: mi citate Napoli e altre partite in cui ci siamo riusciti. Vogliamo agire piuttosto che reagire: la rabbia non è mai mancata, è mancata lucidità. Un po' sono le aspettative, un po' la narrazione ma anche da parte nostra: il problema è che la paghi, in Champions ci sono squadre che ti mettono in difficoltà. Gli episodi fanno la differenza, bisogna non fare troppi errori perché li paghi.
Il 2-1 e il 3-1 ci hanno tolto tutto l'entusiasmo e l'energia, abbiamo perso le distanze e abbiamo avuto frustrazione: la paghi perché loro sono bravi col palleggio giusto. Si perde l'equilibrio e vai in affanno: bisogna saper stare in partita e non concedere la loro interpretazione della partita. Dobbiamo migliorare nel mantenere la calma e non metterci addosso troppe pressioni: capire chi siamo ma avere l'umiltà di dover fare certe partite in Champions. C'è tanto lavoro da fare e da migliorare: dobbiamo pareggiare anche l'intensità dell'avversario, se vai piano non vai da nessuna parte".
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