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Riccardo Gentile, su Skysport, ha commentato la partita tra Inter e Atalanta e si è soffermato sul momento nerazzurro. «Le sconfitte negli scontri diretti? Questione del momento, degli episodi. Credo che comunque a inizio stagione, pensare che a 10 gare dalla fine è a +7 dalla seconda, non era automatico. Non so se qualcuno lo aveva previsto. C'erano degli interrogativi su Chivu, esordiente su una panchina con giocatori importanti, e invece sta dimostrando di poter far bene», ha sottolineato.
«C'è un dato innegabile sugli scontri diretti ma in quasi tutte le altre partite l'Inter ha vinto in scioltezza e anche questa è una dote. Non riesco a trovare anche un motivo rispetto alle stagioni precedenti e alla tabella di marcia della CL se si pensa che è arrivata due volte in finale. Chiaro che ci sono cose che ti vanno male, un disastro, come in finale a Monaco, ma a volte è questione di episodi», ha aggiunto il giornalista.
«Psicologicamente però c'è un abisso: il Milan ha già vinto il suo scudetto, una stagione ottima rispetto alle ambizioni della vigilia del campionato. Quello che viene tanto di guadagnato. Se vince il Milan lo scudetto ha fatto un'impresa. Nell'Inter invece è il contrario e questo peso un po' lo si senta», ha detto ancora sulla lotta scudetto.
«Thuram? È il tipo di prestazione che non ha convinto. I numeri gli danno ragione. Non dimentichiamo che non è un centravanti, lui giocava defilato al M'Gladbach e non era adibito a cambiare le sorti della squadra. Non lo è neanche nell'Inter, è sempre stato Lautaro il punto di riferimento. Ma ha sempre dimostrato di andare molto d'accordo con l'argentino, specie la scorsa stagione. 12 gol stagionali non sono pochi. Ma quando non segna digfficilmente riesci a ricordare una partita dove è stato determinante con giocate, movimenti. Lo abbiamo visto un po' appannato. È un po' un destino che sta toccando in questa Inter anche a Barella, tra i più bravi in Italia, ma in questa stagione si può dare massimo sei, sei e mezzo, non di più. Ci ha abituato bene, conosciamo le sue qualità, nasce trequartista, ha piedi buono ed è molto di più rispetto a quello che abbiamo visto in questo campionato. Ritengo sia un giocatore che abbia dimostrato di avere tecnica, leadership, dedizione al sacrificio e una discreta affinità con la porta. Ti aspetti sempre l'8 da uno come lui, come a scuola con i più bravi. Non è una stagione disastrosa ma quest'anno puoi al massimo dargli sei in pagella. Penso lo sappia anche lui», ha concluso.
(Fonte: SS24)
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