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Repubblica – Rigore Ricci, ecco cosa dirà domani l’AIA a Open Var e perché darà ragione a Doveri
Lunedì di grandissime polemiche per il rigore non concesso all'Inter in pieno recupero ieri nel derby, per il mani di Ricci nell'area del Milan. Ecco la posizione dei vertici dell'AIA secondo quanto riportato dall'edizione online di Repubblica:
"Un tocco con un braccio, in area, durante l’ultimo minuto di recupero di un derby tra prima e seconda in classifica. Gli elementi per trasformare Milan-Inter in un inferno c’erano tutti. In realtà, il motivo per cui l’arbitro Doveri non ha concesso il penalty ai nerazzurri è chiaro. E per questo l’Associazione arbitri lo assolverà da ogni possibile accusa, dandogli ragione.
È successo tutto durante il 95’ minuto di Milan-Inter, con i rossoneri in vantaggio 1-0 e a un passo da un successo che potrebbe riaprire il campionato. L’Inter spingeva, senza sfondare. Poi, il fattaccio: cross di Dimarco, sponda di petto di Dumfries in tuffo e palla che schizza sul braccio piegato di Ricci. Il terzino olandese dell’Inter è scattato verso l’arbitro Doveri, che però non ha avuto esitazioni nemmeno quando ad accerchiarlo sono stati tutti i calciatori nerazzurri, che avrebbero voluto un rigore in grado di dare un finale diverso alla partita.
Ma Doveri è stato irremovibile. Sostenuto due volte. La prima, dal check della sala Var, dove al monitor gli arbitri Abisso e Di Bello hanno controllato, vivisezionato, rivisto l’episodio e alla fine hanno convenuto che quel gomito piegato, leggermente largo, ma ritratto subito dopo il tocco con il pallone, non fosse punibile con il calcio di rigore. E domani, durante la trasmissione Open Var, l’Aia darà loro ragione. Perché il braccio ha un movimento a ritrarsi, non verso il pallone ma al contrario verso il corpo. E perché non aumenta significativamente il volume, né è in posizione incongrua. Insomma, mancano tutti i criteri per la possibile assegnazione del rigore. E anche Chivu non ha fatto polemica: “Mi hanno detto che Var e Avar hanno fatto un check, non c’è niente da dire”.
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