Dalle colonne del Corriere della Sera, Lele Adani ha analizzato le difficoltà delle italiane in Champions.

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Adani: “Perché non siamo competitivi a livello europeo? L’immagine di Chivu che…”
"Stare al passo del calcio che cambia è l’unica cosa che conta. Esaurito, almeno ce lo auguriamo più che crederci, il confronto tutto italiano su gioco/risultato, ecco che l’attualità ci propone una nuova questione: perché non siamo competitivi a livello europeo? Dopo l’eliminazione del Napoli, ecco quelle di Juventus e, soprattutto, Inter. La Champions è tornata a ricordarci che non siamo più, e da anni, un sistema che funziona".
"Probabilmente le nostre big vivono un momento di riassestamento e magari a breve torneranno a duellare per risultati importanti. A furia però di guardarci tra di noi, la critica perde di vista quello che avviene nel mondo. L’immagine di Cristian Chivu che a fine gara, dopo l’eliminazione dal Bodo Glimt, si ferma a chiacchierare di calcio con l’allenatore avversario Kjetil Knutsen ci dice invece che abbiamo addetti ai lavori che riconoscono che il calcio vive in ogni angolo del mondo, ed è necessario confrontarsi ed ascoltare".
"La squadra norvegese è da tempo una realtà del calcio continentale proprio perché, grazie al lavoro di Knutsen, sta mostrando una proposta che racconta dell’evoluzione del calcio. Mescolando la strategia con il coraggio e la personalità, il gioco relazionale con l’intensità delle transizioni, la pressione alta con le combinazioni in mezzo al campo e sui lati, ha costruito un modello che non ha radici profonde nel Paese ma presenta aspetti che oggi il calcio mostra ad ogni latitudine. I confronti, l’interscambio di idee, lavori e opinioni tra tecnici, analisti e studiosi anche tramite la connessione digitale, hanno portato persino una squadra norvegese a produrre un calcio pieno di dettagli".
"Il club che vuole avere una continuità di risultati deve costruire un modello di gioco coerente (con la centralità quindi dell’allenatore), trovare i giocatori adatti per svilupparlo ed affermarlo nel tempo. Lavorare per ricercare una identità tutta interna al club. Non è infatti un caso che in Champions sia rimasta, tra le italiane, l’eccezione Atalanta, società che ha accompagnato per anni un’idea calcistica chiara, quella del genio di Gasperini, e attraverso quella ha sviluppato un calcio virtuoso ed efficace".
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