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fcinter1908 ultimora Adani: “Juve, problema di cultura. Motta, Giuntoli, Comolli, e ora Spalletti: non va mai bene…”

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Adani: “Juve, problema di cultura. Motta, Giuntoli, Comolli, e ora Spalletti: non va mai bene…”

Andrea Della Sala Redattore 
Durante La Nuova Ds, l'ex difensore Lele Adani ha parlato della Juve, fuori dalla Champions, e delle colpe di questa stagione

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Durante La Nuova Ds, l'ex difensore Lele Adani ha parlato della Juve, fuori dalla Champions, e delle colpe di questa stagione

Nel caso della Juventus parte tutto a monte, neanche dalla società ma dalla cultura. Dalla cultura di una piazza che aveva un tipo di ragionamento comune: vincere l'unica cosa che conta a qualsiasi costo. Non è più così, il calcio te lo devi meritare. E quando non hai i soldoni per comprare 25 titolari, che possono anche essere allenati da noi cinque a turno, e vinci con 10 punti di vantaggio, non sempre comunque è stato così, cala il budget, devi meritartelo col gioco e con le idee. La Juventus l'ultimo campionato l'ha vinto con Sarri, un uomo di idee, che non è stato accettato ed è ritornato, passando da Pirlo ad Allegri, per tre anni questa squadra è stata depotenziata di crescita, ha fatto tre passi all'indietro e questo ha causato problemi, sapete a chi? A Thiago Motta.

Ora, Thiago Motta che è stato esonerato a nove giornate dalla fine, a un punto dalla Champions League, perché Gasperini non è stato esonerato? Avete visto che c'è andato in Champions, l'ultima giornata? Thiago Motta no. Fabregas è andato in Champions, perché qua un percorso giusto lo si arresta? Allora se tu non cambi la cultura, cosa accade? Che una volta è colpa di Giuntoli, una volta ad arriva bene, una volta di Comolli, poi salta Motta. Perché parla e non costruisce, aveva promesso il bel gioco, tutte cazzate. Perché Thiago Motta ora sarebbe molto più avanti di tutti con due anni di lavoro. Poi arriva Tudor, non va bene. Poi arriva Spalletti, non va bene? Non va mai bene niente. Lì è cultura! Lì è cultura di un ambiente che deve mettersi in testa che per ottenere una cosa devi fare un percorso, un progetto, parola in Italia sconosciuta e respinta.

Ok, non vogliamo usare progetto, vogliamo usare lavoro continuativo, usiamola. Quindi se questa caduta, la prima in 15 anni, a parte la squalifica e la penalizzazione dell'ultimo anno di Allegri, che senza coppe aveva 23 punti dalla prima, a 9 milioni all'anno, non vogliamo usare questo termine? Però io dico: diamo la possibilità a Spalletti di radicarsi un attimo, di trovare una quadra, che sia Comolli, che sia John Elkann, di crescere secondo le sue idee e secondo la sua personalità e il suo carisma. Sapete perché? Perché ha colpa anche lui quest'anno. Perché è vero che è arrivato secondo, ma le partite decisive le ha steccate. Perché sono molti di più le cadute. Non c'è solo Verona-Fiorentina, c'è Lecce, c'è Cagliari, c'è Sassuolo, c'è Lazio, c'è cinque gol in Galatasaray, c'è il 3-0 della Coppa Italia a Bergamo, sono tutte qua. Perché io parlo argomentando, quindi anche Luciano, se gli dai fiducia, puoi fare quello che non hai permesso di fare a Tiago Motta, ma a Gasperini sì.