La riduzione fu disposta dal Comune di Milano nell'ottobre 2021, ricomprendendo tuttavia nel calcolo degli incassi anche le somme derivanti dai diritti televisivi, da partite nazionali e internazionali. Fu presentato ricorso al Tar della Lombardia, in sostanza assumendo che, a fronte di limitazione degli incassi, il Comune avrebbe indebitamente preteso di includervi anche gli introiti derivanti dalla cessione dei diritti televisivi (sia nazionali sia derivanti da partite internazionali) e, quindi, "una voce di entrata aliena alla concessione e all'utilizzo dello stadio".
I giudici di primo grado ritennero che "il Comune avrebbe agito in maniera conforme alle previsioni convenzionali (nel loro portato letterale e sistematico) e alla loro ratio". Di qui la proposizione delle impugnative al Consiglio di Stato.
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