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Dalle colonne del Corriere dello Sport, Massimiliano Gallo ha analizzato il momento complicato che sta attraversando l'Inter. Momento difficile iniziato dalla sconfitta col Bodo in Champions. "L’Inter ha l’elefante nella stanza. E far finta di nulla servirebbe solo a complicare ulteriormente la situazione. La prova a cui il mondo nerazzurro è sottoposta, è il superamento dei propri demoni. Il superamento delle paure che storicamente si impossessano dell’ambiente quando si è in prossimità dell’ultimo chilometro. Gli esempi calcistici non sono pochi, recenti e passati. Un tempo era definita sindrome Bitossi. L’elefante è lì. Bello grosso. Non è un caso che ieri Beppe Marotta si sia cimentato in un virtuoso esercizio di equilibrio dialettico. Ha provato a oscillare tra l’esigenza di infondere fiducia nel gruppo e nell’allenatore, e la necessità di non negare la realtà".
"Ha parlato di involuzione e ha sdoganato la parola psicodramma pur negandone l’esistenza. L’Inter ha ancora sei punti di vantaggio sul Milan e sette sul Napoli a otto giornate dalla fine. Sono tanti. Il paradosso è che la squadra ha cominciato a rallentare proprio dopo l’eliminazione in Champions contro i norvegesi del Bodo Glimt. L’Inter ha così smentito i teorici della gravosità del doppio impegno. Che certamente sottrae energie fisiche ma forse mentalmente è più spossante giocare con l’assillo di dover vincere. L’Inter di alibi ne ha. Il principale si chiama Lautaro Martinez. Che non è solo il capitano o il capocannoniere. È il condottiero del gruppo e dell’ambiente".
"Senza di lui, pare che non ci sia nessun altro in grado di caricarsi la squadra sulle spalle. La stoffa da leader è come il coraggio manzoniano, o ce l’ha o non ce l’hai. E Lautaro ce l’ha. Dopo la Nazionale, il capitano sarà al suo posto. In campo. E non è poco. Poi c’è la questione arbitrale. Difficile da maneggiare. Marotta ieri ne ha parlato, ha chiesto uniformità di giudizio e quindi di trattamento. Il mondo Inter è convinto che dopo la vicenda Bastoni-Kalulu sia cambiato il vento nei loro confronti. Calcare la mano con la protesta significherebbe concedere alibi ai calciatori. Ed è l’ultimo cosa di cui ha bisogno l’Inter. Perciò Marotta ha scelto l’approccio diplomatico. Attende che la risposta arrivi dal campo".
(Corriere dello Sport)
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