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fcinter1908 ultimora Baggio: “Smettere è stata una liberazione. Il rigore a USA ’94? Ancora non so spiegare”

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Baggio: “Smettere è stata una liberazione. Il rigore a USA ’94? Ancora non so spiegare”

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Il Divin Codino ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera, dalla sofferenza per gli infortuni alle delusioni calcistiche
Fabio Alampi Redattore 

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Non poteva mancare Roberto Baggio tra le leggende che hanno presenziato all'interno del podcast "Futebol Legends". Il Divin Codino si è soffermato anche sui problemi fisici che hanno caratterizzato la sua carriera: "Smettere per me è stata una liberazione. Purtroppo mi sono rotto il ginocchio a 18 anni, non ho giocato per 2 anni e tutti mi dicevano che non sarei più tornato a giocare. Quell'infortunio mi ha condizionato per tutta la vita da calciatore: dovevo sempre fare lavori particolari per mantenere un tono muscolare che non avevo più, mi era stato asportato un pezzo di muscolo per crearmi il crociato, era un infortunio a causa del quale nel 1985 si smetteva di giocare, c'erano poche speranze.

Io ho giocato sino a 37 anni e mezzo con tanta sofferenza: quando ho smesso mi dicevo che forse un giorno mi sarei alzato senza dolore. Non voglio farmi compatire, è solo che ognuno ha una storia sua, unica e insostituibile. Andrebbero raccontate per aiutare tante persone che soffrono di depressione: è una condizione vitale nostra che va gestita, bisogna godersi ogni momento della vita".

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"Il rigore sbagliato nella finale del Mondiale '94? Ho battuto tantissimi rigori nella mia carriera, e prima di quello ero tranquillo come sempre. Io non avevo mai tirato un rigore alto in vita mia, mai successo: ho sbagliato qualche rigore, ho preso pali, il portiere ha parato, ma mai alto e non era mia intenzione calciare così, anche perchè Taffarel l'avevo spiazzato, bastava appoggiare la palla in porta, niente di più. Non so ancora oggi spiegare come ho tirato alto. Non è stata una questione di pressione o emozione, il portiere era già in terra: non avevo aspettato l'ultimo secondo per scegliere l'angolo, era la cosa più facile".