Sulle pagine di Panorama il giornalista Capuano ha analizzato la sconfitta dell'Inter col Bodo e le conseguenze dell'uscita dalla Champions:

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Capuano: “Scudetto è tutta la torta, Chivu ha fallito in questo. Marotta dovrà convincere Oaktree a…”
L’Inter eliminata dal Bodo Glimt, non una squadra di salmonari ma un gruppo capace di arrampicarsi fino alla semifinale di Europa League e in questa edizione di non abbassare la testa davanti a Manchester City, Atletico Madrid, Tottenham e Borussia Dortmund, paga certamente l’inesperienza del suo allenatore. Gli errori individuali e la scarsa condizione di alcuni leader vengono dopo. Tra l’andata in Norvegia e il ritorno in casa Chivu ha messo insieme una catena di errori ed omissioni perdonabili solo a un allenatore debuttante.
Presentarsi a Bodo in pieno turn over, ad esempio, è sintomo di sottovalutazione dell’avversario soprattutto se i cambi sono stati concentrati tutti in un unico reparto, quello fondamentale del centrocampo: Darmian e Carlos Augusto gli esterni, Barella regista con Sucic e Mkhitaryan interni. L’Inter ha dato inconsciamente la sensazione di non avere mai aggredito la sfida, convinta che in qualche modo si sarebbe sistemata per diritto di lignaggio. Non è così e non può esserlo nel calcio del 2026.
E’ possibile che, più o meno inconsciamente, tutto l’ambiente sia focalizzato sullo scudetto dopo essere rimasto scottato a maggio dai fallimenti in serie nella stagione della ricerca del triplete. La trasferta a Lecce, insomma, contava più di quella nel circolo polare artico. Fosse così, Chivu ha sbagliato nel non saper intercettare il momento chiedendo ai suoi un atteggiamento diverso. Il campionato è importantissimo per tutti, ma andare avanti almeno un po’ in Europa lo era anche di più e non solo per una questione economica.
Infine la comunicazione, che per mesi è stata il punto forte del romeno. Ha passato due settimane a discutere di freddo e del campo sintetico del Bodo Glimt che è brutto, ma non può essere il focus principale. E’ come se Chivu non sia stato capace di percepire il pericolo cui stava andando incontro e con lui non lo ha percepito tutta la squadra.
E ora? Come prevedibile la precoce uscita per mano di un outsider ha aperto il processo e sul banco degli imputati è finito lui. Il danno dell’eliminazione è enorme in termini di immagine e ritorno economico, se è vero che l’Inter ha visto dimezzarsi i ricavi dalla Champions League rispetto alla straordinaria scorsa stagione: da 137 a 66. Senza contare San Siro. Un buco su cui Marotta dovrà lavorare per convincere Oaktree a non scaricarlo tutto sulle scelte strategiche della prossima estate, condividendo il rischio d’impresa.
Sul piano sportivo, invece, all’Inter conviene comportarsi come Berlusconi: ha scelto un allenatore giovane, ne sta accompagnando la crescita compresi gli errori, ha il dovere e l’interesse a difenderlo nel momento della prima, vera, delusione. Lo scudetto che potrà festeggiare a maggio, se non crollerà in primavera, non sarà una ciliegina sulla torta ma la torta stessa e farsi prendere da altre tentazioni di critica pubblica sarebbe un errore da matita blu.
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