fcinter1908 ultimora Carnevale: “Ecco come scoprii Handanovic e cosa mi colpì. Talenti italiani? Per prendere…”

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Carnevale: “Ecco come scoprii Handanovic e cosa mi colpì. Talenti italiani? Per prendere…”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Il capo osservatore dell’Udinese ricorda quando portò a Udine Samir Handanovic

In una lunga intervista concessa a Scommesse.io, il capo osservatore dell’Udinese, Andrea Carnevale, ha toccato diversi argomenti. L'ex giocatore ricorda quando portò a Udine Samir Handanovic. "Racconto sempre questa storia, perché poi è diventata realtà. Circa 20 anni fa andai alla Longarina a vedere Italia-Slovenia: finì 3-0 per l’Italia e in porta per la Slovenia c’era un certo Handanovic".

"Noi andiamo spesso a vedere partite senza sapere cosa troveremo: a volte non ti colpisce nessuno, altre volte sì. In quella partita lui prese tre gol, ma mi colpì comunque: per eleganza, presenza, qualità tecnica con i piedi. Decisi di portarlo all’Udinese ed è stata una scommessa vinta. Da ragazzo sconosciuto è diventato uno dei migliori portieri della sua generazione. Fare una carriera così all’Inter non è casuale".

Ha contribuito a portare nel calcio italiano tanti talenti, soprattutto stranieri. Penso a De Paul, Molina, in passato Inler e più recentemente a Lennon Miller, che sembra avere grande potenziale. C’è una ragione precisa dietro questa politica di mercato? I talenti italiani sono pochi, troppo costosi o c’è altro?

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"Esatto. I talenti italiani, rispetto agli stranieri, costano molto di più. Faccio un esempio: se vogliamo prendere un giocatore della Primavera di Inter, Roma o Atalanta, parliamo di cifre che alla mia età non avrei mai immaginato. Questi ragazzi sono ottimi calciatori, ma hanno costi molto elevati sia a livello di cartellino sia di ingaggio: spesso guadagnano anche tre volte più di uno straniero. Per questo motivo puntiamo su giovani stranieri: hanno un costo inferiore, sia per l’acquisto sia per il contratto".

"Noi siamo una realtà diversa, non siamo il Milan o la Juventus, non possiamo permetterci certi investimenti. Da oltre 30 anni lavoriamo così: scopriamo giovani sconosciuti, li facciamo crescere e poi li portiamo a grandi livelli. Questo modello è sempre stato il nostro punto di forza. Negli ultimi anni stiamo inserendo anche qualche italiano, come Bertola e Nunziante. Personalmente devo ringraziare l’Udinese e il presidente, perché è stato lungimirante: questa politica non nasce oggi, ma più di 30 anni fa. I risultati, tra plusvalenze e giocatori valorizzati, hanno dato ragione a Gino Pozzo. Io sono il capo scout e sono orgoglioso di far parte di questa società".

(Scommesse.io)